La vera salvezza di noi donne sono le amiche

Le amicizie al femminile l'unico modo per superare le difficoltà. Parola della scrittrice americana indie Emily Gould. L'intervista esclusiva a DiLei

Emily Gould è uno dei simboli dell’editoria indie americana. Classe 1981, scrittrice, giornalista e blogger senza peli sulla lingua, Emily ha pubblicato il suo primo romanzo, Due di noi, lanciato in Italia da BOOKME (320 pagine, 14,95 euro). Il libro narra la storia di una grande amicizia tra due ragazze che vivono (come lei) a New York, Amy e Bev. Due giovani donne che crescono insieme, si perdono e si ritrovano. Ma tra alti e bassi restano l’una il punto di riferimento dell’altra. Perché non c’è uomo o carriera che tenga: l’unica cosa che potrà aiutarti, quando toccherai il fondo, sarà la tua migliore amica.

Emily è un vulcano: si mette a nudo nel suo blog Emily Magazine, collabora con testate prestigiose come The New York Times, gestisce il digital bookstore indipendente EmilyBooks e prossimamente la Sony produrrà una serie tv a lei ispirata. Fedele a se stessa ma non per questo incapace di crescere, la Gould è un’ex enfant prodige del web che però ha smesso di sentirsi sempre in guerra: oggi è moglie e mamma di un bambino nato nel giugno 2015. L’abbiamo intervistata per voi.

Amy e Bev si legano giovanissime. Pe te non esistono amicizie “da adulti”?
Bev e Amy diventano amiche quando iniziano ad affacciarsi all’età adulta. Sono fuori dal college, sono indipendenti… Diventa difficile fare amicizia quando hai terminato questa fase della vita, ma nella mia personale esperienza è sicuramente possibile. Ciò che è stato importante per me con i miei amici, quando siamo cresciuti, è stato creare gruppi con interessi comuni con cui uscire regolarmente. Perciò so per esempio di poter vedere i miei amici che amano cucinare una volta al mese per cenare tutti insieme.

Credi davvero che il denaro sia il motore delle storie? Quanto è stato importante nella tua vita?
Il denaro mi ha dato delle preoccupazioni, certamente. Ancora adesso non ho la stabilità economica o abbastanza denaro da parte, come molte persone della mia età. In parte perché ho sempre scelto una carriera che non mi dà stabilità e in parte perché non so amministrare il denaro quando ce l’ho. Alcuni anni fa un mio amico mi ha dato un grosso anticipo per un libro e subito mi sono trasferita in una città meno cara di New York in cui le tasse erano più basse. Non ho mai preso delle decisioni basandomi sulla convenienza. Magari ci è voluto più tempo a ingranare, ma per me non hanno mai funzionato i lavori di ufficio a tempo pieno e poco creativi, che servono solo ad avere uno stipendio. Un lavoro del genere mi farebbe impazzire e non voglio sentirmi come se stessi sprecando la mia vita solo in virtù del danaro. Soprattutto perché niente di tutto ciò che mi fa sentire realizzata ha il potenziare di farmi fare molti soldi.

Senti di esserti costruita una vita “completa e matura” ora che sei madre?
Ah! Ah! Ah! No, ma forse il bambino mi aiuterà.

Quanto conta per te il giudizio degli altri? Sei come Amy, che dà peso a ogni singolo commento del suo blog?
Non sono così fissata come Amy. Per me è stato molto meno terribile. Amy non sa ancora chi è, per questo si preoccupa così tanto dell’opinione della gente. Io ci ho messo di più ad abituarmi al fuoco dei commenti a cui sei sottoposta quando diventi una voce pubblica. Però ho deciso che la mia opinione conta di più di quella degli estranei. Certo, sto ancora male per gli insulti ovviamente, perché sono umana. Ma non direi di essere troppo sensibile.

Bev sceglie in un primo momento di abortire per poi cambiare idea. Tu sei contro l’aborto?
Ho sempre avuto la convinzione che l’aborto dovesse essere una pratica sicura e legale e da quando sono rimasta incinta sono ancora più convinta di questo. L’idea di essere costrette a passare attraverso enormi disagi fisici, psicologici e finanziari per portare a termine una gravidanza contro la propria volontà è una tortura. Se qualche uomo pensa che costringere una donna che non vuole un figlio a rimanere incinta sia una buona idea, o un’idea dettata dalla morale, mi piacerebbe sfidarlo a sperimentare su se stesso una simulazione di gravidanza e parto.

Credi in Dio? Sei cresciuta in una famiglia religiosa osservante?
Sono cresciuta in una famiglia di ebrei liberali, vivendo la religione in maniera molto informale e penso che i miei genitori si definirebbero atei. Personalmente credo in una forza universale generatrice intangibile, che potrebbe essere chiamata “Dio”, ma che per me è molto più facile definire “amore” o “la parte migliore delle persone”. Ma anche se non dovesse esistere non ci sarebbe nulla di male nel crederci ed è divertente crederci, quindi perché no.

Amy brama un anello di fidanzamento. Tuo marito te lo ha regalato?
Sì, ma non un diamante. E’ un anello con un opale degli Anni Trenta e costa 350 dollari. Lo so perché l’ho scelto io.

Il libro che secondo te non si può non aver letto
Ho appena riletto PREP di Curtis Sittenfeld e mi ha colpito ancora una volta per quanto è grandioso. È così triste e agrodolce ed evoca la fine della giovinezza e dell’innocenza. Credo meriti di essere elencato tra i migliori libri americani del suo tempo insieme a quelli di Jonathan Franzen e David Foster Wallace.

Fonte: DiLei

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