Gli anticolesterolo possono fermare il cancro al seno

Intervista al Professor Giannino Del Sal che ci spiega come la ricerca abbia individuato nuove cure contro i tumori, in particolare quelli più aggressivi alla mammella

L’associazione tra cancro e colesterolo non è nuova. Negli ultimi anni si sono evidenziati diversi aspetti di un legame tra malattie tumorali e questa molecola, non solo quando è presente in eccesso nel sangue.

Uno studio italiano, reso possibile dai finanziamenti dell’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, ha scoperto in che modo cancro e processi metabolici che concorrono alla formazione del colesterolo si alleano nel cancro al seno e come farmaci in grado di bloccarli (ad esempio le statine usate per combattere il colesterolo in eccesso) possono contrastare questo tipo di tumore.

Il colesterolo, oltre a essere assunto con l’alimentazione, è prodotto anche dalle stesse cellule. Queste ne hanno bisogno per costruire le proprie membrane e sono in grado anche di mettere in atto una serie di reazioni chimiche che giungono a sintetizzarlo.

Nel cancro questi processi vengono spesso sovvertiti e dirottati a vantaggio del tumore. Grazie al lavoro di oltre 90 ricercatori coordinati da Giannino Del Sal, professore ordinario di biologia applicata dell’Università di Trieste e capo dell’unità di oncologia molecolare del Laboratorio Nazionale CIB di Area Science Park a Trieste, si è scoperto in che modo.

Noi abbiamo chiesto al Professor Del Sal di spiegarci i risultati della ricerca e quali sono i suoi effetti nella cura dei pazienti colpiti da tumori.

I farmaci usati per abbassare il colesterolo nel sangue potrebbero aiutare a contrastare il cancro, in che modo?
La ricerca ha mostrato per la prima volta come intorno alla via metabolica che produce colesterolo si intreccino le azioni di alcuni elementi chiave della trasformazione tumorale, della resistenza alla chemioterapia e della propensione dei tumori al seno di trasformarsi in metastasi, causa del 90% di morte. Questi elementi sono i fattori YAP/TAZ. Dunque, spingere la cellula a produrre colesterolo significa anche spingerla a produrre questi potenti fattori. Interviene nel processo anche un altro noto alleato dei tumori, la proteina p53 mutata, uno dei principali acceleratori della trasformazione e progressione maligna.  Scoprendo quest’associazione abbiamo chiuso un cerchio mettendo in relazione, attraverso la via metabolica del colesterolo, due tra i principali assi molecolari che determinano i comportamenti più aggressivi di diverse forme tumorali.

A che punto è la ricerca? Che tempi prevede perché la cura sia disponibile?
Usare vecchi farmaci per nuovi scopi, accorcia moltissimo i tempi d’impiego nei pazienti. Testando le molecole già approvate per l’uso nell’uomo, si è scoperto che le statite, i ben noti farmaci utilizzati contro il colesterolo in eccesso, sono le più efficaci nel bloccare gli oncogeni. Anche se esistono già alcune evidenze circa un possibile ruolo antitumorale delle statine, abbiamo ora per la prima volta una solida base biologica per aspettarci che le statine – o altri farmaci in grado di colpire la via metabolica che porta la sintesi del colesterolo – possano contrastare efficacemente i tumori mammari, in particolare quelli più aggressivi. Su questa base potremo disegnare in modo accurato una sperimentazione clinica che permetta di verificarlo.

Questo tipo di terapia sarà meno impattante sui pazienti rispetto alla chemioterapia?
La chemioterapia non sarà sostituita da questi farmaci. Non esiste un unico farmaco per combattere il cancro. Le cure sono sempre una combinazione di farmaci. Ciò che può fare la ricerca non è trovare un singolo farmaco efficace, ma una combinazione migliore di farmaci. In questo caso statine + chemioterapia.

Questa scoperta è il frutto del lavoro coordinato dal Laboratorio Nazionale CIB e dall’Università di Trieste e condotto in collaborazione con l’Università di Padova. Lo studio è stato possibile grazie al sostegno di AIRC. Dal bilancio presentato, AIRC e FIRC nel 2014 hanno destinato 97 milioni di euro alla ricerca oncologica, deliberando 575 progetti tra cui quello coordinato dal professor Del Sal che è uno dei fiori all’occhiello della lotta contro il cancro sostenuta da AIRC.

 

 

 

 

Gli anticolesterolo possono fermare il cancro al seno