Meglio un viaggio verso l’ignoto che un destino già segnato: la storia di Giuseppina Croci

Un viaggio durato 37 giorni, e raccontato in un diario, che testimonia la forza e la tenacia di una grande donna

Sentire oggi parlare di donne che scelgono di viaggiare in solitaria desta stupore e ammirazione. Qualcuno certo, vittima di un retaggio culturale stantio e obsoleto, tende a storcere ancora il naso ad immaginare le protagoniste dell’universo femminile affrontare un’avventura del genere, da sole.

Certo è che tra l’800 e l’inizio del ‘900 questo doveva sembrare ancora più strano, soprattutto se gli spostamenti avvenivano da una parte all’altra del globo. Eppure Giuseppina Croci, al di là di ogni giudizio o perbenismo, lo ha fatto e questa è la storia del suo viaggio e del diario che scrisse in 37 giorni per arrivare in Cina.

Giuseppina nasce a Castano Primo in provincia di Milano, figlia maggiore di 11 fratelli ai quali deve badare mentre il padre, un piccolo fabbricante di spazzole, cerca di procurare i giusti sussidi alla famiglia sull’orlo della povertà. Ma i soldi non bastano, così a soli 10 anni, quella piccola e giovane donna inizia a lavorare in una filanda.

E diventa brava, acquisendo maestranza ed esperienza, al punto tale che, al compimento dei 27 anni di età, il suo datore di lavoro gli propone di trasferirsi a Shangai. Lei accetta senza esitazioni: “Meglio un viaggio verso l’ignoto che un destino già segnato”, scriverà in seguito sul suo diario.

9 giugno 1980: Giuseppina salpa su un bastimento a vela che sventola una bandiera tedesca da Genova. Il viaggio impiega 37 giorni, al contrario dei 40 previsti, così nessuno viene ad accogliere la donna milanese che da sola raggiunge la finlanda nella quale avrebbe iniziato il nuovo lavoro.

Ma gli ostacoli, che avrebbe incontrato a Shangai, si presentano ancora prima, durante quel lungo viaggio raccontato tra le pagine di quel diario un po’ sgrammaticato ma pieno di vitalità e di entusiasmo. Una di quelle storie da raccontare ai figli e a poi ai nipoti con orgoglio perché la protagonista di quella favola non era un’eroina della Disney, ma lei in prima persona.

Durante i giorni di navigazione, Giuseppina si trova a familiarizzare, per la prima volta in vita sua, con il mare che, fino a quel momento non aveva mai visto e che le procurerà diverse nausee. Ma l’ostacolo più grande è la mancanza di comunicazione con l’equipaggio e con le persone a bordo: nessuno sa parlare l’italiano e lei non conosce la lingua inglese.

Il maggior peso del viaggio, si è il dover parlare con tutta gente che non sanno la lingua d’Italia, ma bensì parlare sol di Inglese, si cerca una cosa e non comprendono, si cerca un’altra e non comprendono, insomma tante volte viene la rabbia di darli degli schiaffi.

Sul suo diario racconta lo stupore di quel viaggio, della scoperta di una nuova terra e di tutte quelle differenze culturali, estetiche e di pensiero che riguardano il nuovo Paese in cui è attraccata. In quelle pagine, oggi trasformate nel libro Sul bastimento per Shanghai, si rivolge ai familiari raccontando ogni sensazione provata, da quella di estrema solitudine all’eccitazione della scoperta.

L’arrivo alla filanda non è dei più semplici: ancora una volta la Croci si ritrova a non riuscire a comunicare con le colleghe per via della lingua, ma non si abbatte e nel giro di pochi mesi ecco che inizia a padroneggiare anche il cinese, imparando a mangiare con le bacchette e a bere il tè.

Giuseppina Croci rimane in Cina 5 anni, il tempo per raccogliere i soldi che le servivano per tornare a vivere dignitosamente in Italia. Ma certo, il suo tesoro più prezioso non risiedeva in quelle 30.000 lire, quanto più in quella esperienza così coraggiosa e tenace, che ai tempi sarebbe stata riconosciuta come valorosa solo se il protagonista della storia fosse stato un uomo, e che oggi riecheggia nelle memorie della nostra generazione come una fonte d’ispirazione.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Meglio un viaggio verso l’ignoto che un destino già segnato: la sto...