Emily Blunt: la storia dell’anatroccolo diventato cigno

A 8 anni Emily scopre di essere balbuziente e la sua infanzia spensierata diventa grigia e triste fino a quel momento in cui vince la sfida più grande della sua vita

C’era una volta, tanto tempo fa, una bambina che viveva a Wandsworth, un distretto a sud-ovest di Londra. Nata da una famiglia di alta borghesia britannica, come seconda di quattro figli, la piccola Emily, questo il suo nome, aveva davanti a sé un futuro roseo grazie anche alle cure e all’amore di mamma e papà.

Poi, a sette anni, scopre di avere un disturbo del linguaggio caratterizzato dalla fluenza interrotta e da involontarie ripetizioni e prolungamenti di suoni, sillabe, parole o frasi. Emily è balbuziente e da quel momento, presa in giro dai compagni di classe, diventa il brutto anatroccolo della scuola.

Certo che a guardarla adesso Emily Blunt, in molti fanno fatica ad associare il ritratto di una bellissima attrice di successo a quello di una bambina vittima di bullismo solo perché balbuziente. Quando parla del passato, la Blunt non può fare a meno di ricordare quegli anni come un periodo triste e grigio, nonostante infatti l’amore e il supporto della famiglia, il problema della balbuzie rendeva tutto incredibilmente frustrante.

Certo, oggi l’anatroccolo è diventano un cigno e Emily riesce a esprimersi sul set e nella vita in modo fluido e perfetto senza incertezza alcuna, e il merito è solo della recitazione. Quando a 8 anni si presentò il problema, parlare per lei divenne un incubo al punto tale che da bambina vivace e spensierata divenne timida e taciturna fino a quel momento in cui la scoperta dell’amore nei confronti della recitazione divenne una vera salvezza.

A 12 anni il palcoscenico diventa la sua terapia ma a quell’epoca la piccola Blunt non aveva idea che un giorno la recitazione sarebbe diventata per lei una professione. Ma il suo talento non passa inosservato a lungo, così nell’agosto del 2000 viene scelta da un agente per partecipare al Festival di Edimburgo: la trasformazione a cigno è ormai completa.

Le sue doti non spiccano solo nella recitazione: Emily sa cantare, suonare il violoncello, ha uno sguardo magnetico ed è anche una brava cavallerizza, così diventa un attrice di successo con diversi riconoscimenti. Ma nonostante i premi e il Golgen Globe assegnatole nella sezione migliore attrice non protagonista in una serie, il suo successo più grande resta quello aver saputo vincere la balbuzie.

Quel periodo della sua vita è stato così sofferto, ma così importante, al punto tale che ora l’attrice aiuta i ragazzi che hanno lo stesso disturbo che ha origini fisiche, nel suo caso genetiche, ma che si supera grazie alla forza di volontà e all’aiuto di esperti. Una vera e propria missione come dimostra il suo impegno con l’American Institute of Stuttering, organizzazione no profit impegnata sul fronte della cura della balbuzie.

Lei, che non vuole insegnare niente a nessuno, come specifica in ogni intervista, vuole solo che la sua storia sia un esempio positivo per tutti quei bambini che inciampano nelle parole, un invito a non mollare mai neanche davanti alle più grandi sfide della vita.

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