Sono una donna e odio cucinare

Non è vero che non sono una buona madre o una brava moglie. Semplicemente non mi piace cucinare e non me ne vergogno!

A poco sono servite le lotte di genere e i movimenti femministi che hanno spianato la strada alle eguaglianze e alla parità se ogni volta che, ammettendo di non saper cucinare (o peggio di provare odio e repulsione nello stare tra i fornelli) le persone ci guardano con un sentimento di orrore misto a quello di pietà. Sì, siamo donne e non amiamo cucinare, questo ci rende persone peggiori? Sappiamo bene che nell’immaginario comune, la donna è vista come angelo del focolare, lei che perfettamente abbigliata si diletta ai fornelli per preparare pranzi e cene che delizieranno la famiglia e gli amici.

Eppure no, alcune di noi proprio non riescono a ritrovarsi in questa immagine idilliaca semplicemente perché non amiamo cucinare. E questo non vuol dire che l’armonia familiare né risentirà, né tantomeno non siamo delle buone madri o brave mogli, solo perché preferiamo dedicarci ad altro piuttosto che a cucinare.

Eppure in questa società, che tanto ci dà e tanto ci toglie, l’idea che la cucina e l’universo femminile debbano andare di pari passo è ancora alla base di tante differenze di genere, le stesse che ritroviamo nel salariato, nella carriera e purtroppo in alcuni trattamenti.

Certo ci abbiamo provato, seguendo gli insegnamenti e i consigli delle nostre mamme e delle nostre nonne, abbiamo passato ore intere ai fornelli sfornando dolci bruciati e ricette insapori. È stato in quel momento che abbiamo riposto grembiule e strumenti di lavoro e abbiamo confessato, a noi stesse e al mondo intero, che odiamo cucinare.

E meno male che esistono persone che amano trascorrere il tempo libero a disposizione dei fornelli alla stregua di una passione o di uno svago. Una bellissima opportunità che presenta anche diversi benefici per chi, quei manicaretti, li assaggerà.

Ma quando cucinare diventa un obbligo stressante e imprescindibile, solo perché siamo donne, no, questo non va più bene. Perché dovremmo rinunciare a quel poco tempo libero che abbiamo per fare qualcosa che non ci piace?

Ecco perché, al di là degli stereotipi e delle aspettative che hanno su di noi la società e altre persone, il cui pensiero può essere obsoleto e stantio, dobbiamo seguire quello che davvero vogliamo. Senza preoccuparci del fatto che qualcuno ci ha idealizzate cuoche solo perché siamo donne, madri e mogli o perché la suocera, quando ci ha dato la benedizione per diventare le moglie del suo adorato figlio, si aspettava che lo avremmo servito e riverito.

Se odiamo cucinare, se stare ore ai fornelli ci stressa pazienza, nessuno morirà di fame in famiglia. Del resto, per le emergenze c’è sempre il cibo a domicilio. E mariti volenterosi, no?

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