Con Maria Grazia Cucinotta, di corsa contro i tumori

Il 15-16-17 maggio a Roma "Race for the cure", tre giorni di sport ed eventi per sensibilizzare alla prevenzione del tumore al seno. Ne parliamo con la madrina dell’evento

Il 15, 16 e 17 maggio Roma si colora di rosa. Il colore delle donne e della prevenzione, visto che da anni ormai La Susan G. Komen Italia, organizzazione senza scopo di lucro che opera nella lotta ai tumori al seno, organizza una manifestazione, La race for the cure, per sensibilizzare sull’argomento, spingere la prevenzione e far capire alle donne malate che non c’è nulla di cui vergognarsi. Testimonial storica dell’evento è Maria Grazia Cucinotta, affiancata da Rosanna Banfi, che malata di tumore lo è stata davvero. La raggiungiamo al telefono per farci raccontare qualcosa di più sulla manifestazione.

Come si svolgerà l’evento?
La race inizierà il 15 maggio al “Villaggio della Salute” e sarà possibile fare prevenzione gratuitamente per tutte le donne che vorranno. L’intento è quello di spronare alla prevenzione, perché la maggior parte delle donne rimanda sempre. Mentre le prevenzione è l’unica cosa che può salvare la vita. Il nostro obiettivo è quello di diffondere a oltranza questo messaggio durante i tre giorni di kermesse, che si chiuderà con la famosa Race, o la camminata per chi non vuole correre. Per sostenere insieme le donne in rosa (quelle che hanno avuto il tumore correranno in maglia rosa, ndr). Una sorta di corsa simbolica per la vita.

Da quanti anni è madrina della Race?
Da 14 anni.

Per quale motivo è stata scelta proprio lei?
Sono entrata inizialmente percaso, perché serviva una testimonial conosciuta. Poi ho visto l’utilità e la serietà della manifestazione, tutto quello che il professor Masetti fa per la tutela della salute femminile e mi sono affezionata sempre più a questa grande famiglia. Questo appuntamento annuale diventa occasione per ritrovarsi e constatare quanto stia andando avanti la ricerca.

Conosceva già Rosanna Banfi, altra testimonial dell’evento, e la sua storia personale (l’attrice è stata malata di tumore, ndr)?
Sì, facevamo parte dell’associazione insieme, poi purtroppo Rosanna si è ammalata. Ora che sta bene è diventata una portavoce fondamentale, soprattutto verso quelle donne che affrontano la malattia con vergogna. Servono moltissimo personaggi come lei, che sono passati personalmente attraverso al malattia, e lo hanno fatto con grande coraggio. Rosanna è perfetta ambasciatrice del messaggio: “Mai arrendersi!”

Oltre agli stand per la prevenzione e la corsa domenicale ci saranno altre cose collaterali?
Ci sarà una novità cui partecipo personalmente: la presenza di una guest d’eccezione, Cindy, blogger che si occupa di make up, anzi la regina del make up e degli effetti speciali. Lei ed altri ragazzi hanno aperto una casa di cosmesi e hanno creato due rossetti e un blush che verranno venduti e il ricavato andrà alla ricerca. Ci sarà  anche Michele Bravi, che verrà a regalarci un po’ di sostegno giovanile, che serve moltissimo. E poi ci sarà molto altro, di tutto, di più: il villaggio è enorme, occasione per tutta la famiglia di farsi una passeggiata, trascorrere una giornata insieme, facendo prevenzione ma anche divertendosi.

Qual è il suo rapporto con il cibo, visto che sempre più oncologi raccomandano l’alimentazione sana come prima forma di prevenzione?
Curo tantissimo l’alimentazione, perché sono convinta che il vero lusso oggi sia proprio il cibo. E’ importante stare attenti a quello che si immette nel nostro corpo, soprattutto alla qualità degli alimenti. Massima attenzione che i cibi non siano elaborati, che non siano stati trattati con sostanze nocive, soprattutto se si hanno bambini.

Mangia carne?
Sì, ma faccio attenzione alla provenienza, la prendo in fattorie dove so che non usano pesticidi e ormoni, sperando di limitare i danni. Però mangio tutto, non sono né vegetariana, né vegana. Certo, non ne abuso e cerco di variare il più possibile l’alimentazione ma non sono una estremista dell’alimentazione.

Lei ha una bimba, Giulia. Come è ambiato il suo approccio alla vita e al lavoro da quando è diventata mamma?
Ho ricominciato a vivere, perché i bambini danno un nuovo senso all’esistenza. E ti portano a prestare attenzione ai particolari, come l’alimentazione, di cui parlavamo prima. Da quando è nata Giulia ho cominciato a cercare le cose sane a condurre una vita sana. Come ho avuto la fortuna di fare io, cresciuta in una famiglia di contadini.  Oggi la vita più semplice è anche la più ricercata, proprio perché mangiare sano e stare a contatto con la natura sono diventati il vero lusso.

Con Maria Grazia Cucinotta, di corsa contro i tumori