Barbara Foria: “La mia missione, far ridere la gente!”

La chiamano "The wona in red". I suoi spettacoli son lame taglienti contro gli uomini...

Barbara Foria è una dei comici del Comedy Central Tour, condotto da Flora Canto e il Dj Fabio De Vivo. Simpatica e divertente, l’abbiamo intervistata per voi, mentre registrava una nuova puntata. E ci siamo divertite moltissimo

Com’è lavorare per il Comdey Central Tour?
Uno spasso… praticamente è un circo che si muove. La vedo proprio come un’esperienza circense perché c’è la sensazione di una carovana itinerante. Sono tutti lì ad aspettarti a ogni tappa: gli amici, i gruppi, la stessa Flora, che pur essendo alla sua prima esperienza di conduzione se la cava alla grande. Tutte le maestranze, il direttore della fotografia, regia autori… tutti i colleghi. Insomma, montiamo la tenda e che inizi lo show. Infatti mi dispiace che questa sarà l’ultima tappa, perché tocchi anche delle città bellissime italiane, fai il bagno, stai in spiaggia, siamo dei privilegiati in questo senso. Vedo posti che sicuramente se facessi l’avvocato non potrei vedere.

Com’è lavorare con Fabio De Vivo?
Fabio è stupendo. Intanto è napoletano (come Barbara, n.d.r.) e quindi parte già avvantaggiato, praticamente facciamo una coppia di fatto (la fidanzata non sarà contenta, ndr)… E’ bravissimo, con questa erre moscia è di una sensualità pazzesca. E’ figo ma è anche “uno bravo guaglione” perché è bello ma non se la tira come tanti belli. Secondo me non è cosciente, per lui è una cosa naturale… E’ perché è napoletano, un’altra razza… Nonostante viva a Milano da molti anni, il fatto di essere napoletano lo salva. Io cammino al suo fianco, per me potrebbe essere un toy boy, potrebbe essere mio figlio. Secondo me sentiremo parlare di lui.

I tuoi spettacoli sono prevalentemente contro gli uomini. Puoi farci un identikit dell’uomo di oggi?
Sto cercando di studiare delle casistiche soprattutto estive. Per ora le categorie che mi hanno colpita di più sono “l’uomo marsupio” e “l’uomo borsello”. D’estate si dovrebbe cercare di evitare questi personaggi che, presi d’assalto dall’afa della città – secondo me il caldo gli dà alla testa – girano con pantaloni a vita alta e canottiera, marsupio o borsello, qualcuno anche col calzino bianco di spugna e infradito. Forse si sentono tedeschi anche se non lo sono. A parte gli scherzi, una volta d’estate gli uomini diventavano notoriamente più maschi, adesso invece i ragazzi che si preparano alla prova costume mi fanno ridere, perché vanno in palestra gli ultimi mesi come noi donne, o si depilano. Quest’estate, poi, torna alla grande il costumino “col pacco”… che non c’è nemmeno la sorpresa dell’ovetto. Girano con questi costumini super aderenti, un po’ come negli anni ’90. Finora andava di moda il boxer, che salvava tutto il salvabile, sia per l’uomo che per la donna, perché loro potevano nascondere qualsiasi cosa, sia in eccesso che in difetto, e noi potevamo fantasticare. Adesso invece con questo costumino aderente, non c’è niente da fantasticare. E poi hanno il coraggio di girare col marsupio appoggiato sul costumino col pacco, magari fosforescente, e sedersi al bar… Comunque io faccio l’identikit degli uomini senza i quali non potremmo vivere, li prendo molto in giro, ma mi rendo conto che spesso sono vittime di noi donne. D’estate vedo dei cavalier serventi, li mettiamo in croce: “hai preso la crema, hai preso l’acqua, hai preso il mangiare per il bimbo, l’asciugamano, ti sei dimenticato questo…”. Poverini, vedo delle coppie sotto l’ombrellone dove loro sono vittime, succubi.

Un po’ però sono loro che si lasciano trattare così…
E infatti quelli di solito assecondano la moglie e poi si vanno a cercare l’amante.

Secondo te la cavalleria è morta?
Ci sono poche eccezioni. Io in qualcuno ancora la trovo e sicuramente fa la differenza. E’ per questo che poi arrivati a una certa età una donna si ferma davanti al primo cavaliere, perché comunque ce ne sono pochi e quelli che ci sono subito li noti. Diciamo che l’ultima volta che un uomo mi ha aperto lo sportello pensavo fosse uno scippo. Quando uno lo fa, siamo stupite. Per esempio, è raro trovare un uomo che aspetta in piedi prima che tu ti sieda a cena: a me è capitato e mentre mi toglievo il giacchino lo vedevo in piedi accanto al tavolino e io perdevo tempo, sai come siamo noi donne, ho preso una cosa nella borsa, e lui stava là in piedi imbambolato e io ho pensato ‘forse sto facendo qualcosa che non va, cosa sto facendo di sbagliato’ e lui invece aspettava che mi sedessi io. Una cosa rarissima, infatti ho detto ‘Questo è l’uomo della mi vita’.

Qual è il tuo uomo ideale?
Ecco, quello che sta in piedi tutto il tempo, che mi aspetta.

Diciamo quindi il Principe Azzurro…
Diciamo che ormai il principe azzurro, giallo, rosso, verde, sono diventata daltonica nel frattempo… Alla soglia dei quarant’anni ormai non si può parlare di principe azzurro. Vorrei un uomo concreto. Il mio uomo ideale è un uomo sano, leggero, divertente… Sano mentalmente perché oggi vedo un sacco di gente borderline e questo mi fa un po’ paura. Invece secondo me c’è bisogno di un po’ di leggerezza, di una persona buona, di sani principi. Rimango, nonostante faccia questo lavoro, una sana ragazza del Sud. E poi il mio uomo ideale mi deve anche sopportare e sostenere… Insomma le tre esse: sostenermi, sopportarmi e sposarmi. Anche perché questo lavoro per una donna non è facile. Gli uomini sono abituati a un concetto di donna che aspetta a casa, che ti prepara la cena, invece cerco un uomo che prepari a me la cena quando ritorno a casa. L’avevo anche trovato, ma poi si è bruciata la cena.

E’ difficile essere una comica donna?
E’ difficilissimo. Devi amare tantissimo questo lavoro perché ti porta a fare un sacco di sacrifici. E poi devi anche essere fortunata. Io da buona napoletana sono fatalista e dico che nella vita ci vuole la “Ciorta”, intesa come la fortuna con la effe maiuscola, come nella commedia di Eduardo De Filippo. Ci vuole proprio quella perché comunque viviamo in un mondo ancora maschilista, anche se noi donne abbiamo raggiunto molti traguardi rispetto a 50 anni fa, abbiamo avuto una grande evoluzione ma allo stesso tempo anche una grande involuzione perché la mentalità italiana e forse anche nel mondo, resta comunque maschilista. Quindi sembra sempre che tu donna se ti conquisti delle cose hai utilizzato degli escamotage. L’idea del maschio medio italiano è “quella ha fatto carriera perché l’ha data” come se una donna non potesse fare quello che fa un uomo per meritocrazia. Io non l’ho data a nessuno, anche perché nessuno me l’ha chiesta! Forse anche perché sapevano che non era il caso, perché ci sono delle tipologie di donna che predispongono a quello. E poi non ho nessuno in famiglia nel mondo dello spettacolo. Sono un avvocato, vengo da una famiglia di medici e di professori, quindi sono la prima in famiglia che ha intrapreso questa strada e tutto quello che mi conquisto me lo conquisto da sola e a fatica, ma per lo meno so che è frutto del mio sudore quindi va benissimo così.

Come vieni trattata dagli uomini nell’ambiente dei comici?
Benissimo, perché mi considerano alla loro stregua. Tante volte, pensando sia un complimento – per me non lo è – mi dicono “la Foria è brava perché sta sul palco come se fosse un uomo, ha la grinta di un uomo” come se dicessero “sei brava perché hai una comicità che si avvicina a quella maschile”. Io sul palco ho una grande presenza scenica, non ho timore, interagisco molto col pubblico, ho padronanza del palco allora gli uomini dicono “lei è una con le palle”… allora ripspondo “ma perché voi avete la vagina? E’ questo il metro di paragone?”. Comunque mi vogliono tutti bene.

La grande differenza fra uomini e donne è che gli uomini si sotengono sempre a vicenda mentre noi donne ci facciamo la guerra e questa è una debolezza che non supereremo mai
Sì è vero, non c’è solidarietà femminile. Ho scritto un pezzo che ha avuto grosso successo sulla solidarietà femminile in cui dico che noi donne siamo solidali nella brutta e nella cattiva sorte ma non in quella buona: “se è buona, aspettiamo quella brutta”.

Ti chiamano “The woman in red”. Come ti senti in questo confronto con Kelly LeBrock?
Favolosa… Infatti cerco sempre un tombino o dei ventialtori che mi possano alzare le vesti. Il rosso è sempre stato il mio colore preferito: o sono rossa o sono nera, una via di mezzo non c’è. Forse anche perché sono del Leone, quindi sono passionale, focosa, ho tutte le caratteristiche del Leone e il rosso è sempre stato un po’ il mio colore. L’ho scelto in video e ha funzionato… spesso la gente dice “quella vestita di rosso” solo che poi mi condiziona perché se mi vedono vestita di un altro colore rimangono delusi.

Qual è il tuo segreto per la felicità?
Vivere il presente e prendere un po’ tutto con leggerezza. Delle volte mi intristisco pensando al passato e mi fa paura pensare al futuro e quindi meglio vivere giorno per giorno e soprattutto prendere tutto con leggerezza, col sorriso, con autoironia e scherzare sulle cose.

Progetti per il futuro? Ti vedi sempre come comica?
Sì, come comica, anche perché la televisione mi permette poi di poter fare teatro che è la mia grande passione. Vai, fai gli spettacoli, a volte è faticoso spostarsi ma poi sei sul palco, ti diverti, vedi il pubblico che si diverte e capisci che ne vale la pena. Io dico sempre che Dio mi ha dato una missione: far ridere la gente. Mi piacerebbe anche condurre qualche programma comico, qualcosa di brillante, alla David Letterman… Magari presentare qualche programma su Comedy.

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Barbara Foria: “La mia missione, far ridere la gente!”