Cucina made in Usa: non solo hamburger

Quattro ricette golosissime, due di pesce e due dolci

La cucina made in the Usa non è fatta solo di hamburger e burro di noccioline. È un luogo comune. Certo, la tradizione culinaria oltreoceano non è ricca come quella belga, francese o italiana, ma sono tanti i piatti gustosi che vale la pena assaggiare. O cucinare, per sperimentare con gli amici una cena diversa dal solito. Per chiarezza, va detto che comunque l’hamburger è una cosa seria: quello vero, real american, è un piccolo capolavoro che richiede attenzione e materie prime di ottima qualità. Ma questo argomento merita un capitolo a parte, a cui ci dedicheremo più avanti. Quelle che seguono sono dosi per sei persone.

New England clam chowder: zuppa di vongole tipica di Boston e dintorni. Più buona e coreografica ancora se servita in una grande pagnotta di pane (a ciascun commensale la propria) a cui è stata tolta la mollica. Ingredienti: 2 kg di vongole, 1 cipolla grande, pancetta a cubetti, tre patate, un litro e mezzo di latte, burro. Pulire bene le vongole, cuocerle in pentola a fuoco basso portandole a bollore coperte di acqua fino a che non si aprono e poi estrarle dal guscio, tutte. In una padella a parte far soffriggere la cipolla con la pancetta e poi aggiungere le patate tagliate a cubetti piccoli. Raggiunta la cottura, unire con le vongole, aggiungere il latte, una tazza di brodo di pesce e del pepe. Quando la zuppa avrà la temperatura adatta per essere servita, aggiungere una noce di burro e mescolare.

Le piccole aragoste del Maine e i granchi dungeness di San Francisco sono rinomati per la loro polpa, bianca, morbida, profumata e molto gustosa. Diversa da quella di crostacei che vivono in altri mari. Reperirli in Italia può essere difficile, ma non impossibile. Basta rivolgersi a una pescheria di fiducia con largo anticipo e fare una richiesta specifica. Mezzo granchio e mezza aragosta a testa basteranno. La ricetta è semplicissima, è una non ricetta: l’animale, vivo, va fatto bollire (in acqua leggermente salata, con un paio di foglie d’alloro) e poi servito accompagnato da riso bianco e una ciotolina per ciascun commensale con burro fuso tiepido. La polpa si estrae con le mani e ogni boccone va intinto. Il sapore è tutto nella polpa. Chi lo desidera, può aromatizzare il burro con un po’ d’aglio.

Brownies. Nei supermercati italiani si trovano dei preparati in scatola per questo dolce a stelle e strisce, ma per chi vuole fare tutto in casa, ecco come procedere. Ingredienti: 375 g di cioccolato fondente (occhio all’etichetta, la percentuale di cacao dev’essere almeno del 60%), 430 g di zucchero, 250 g di burro, 320 g di farina, mezzo cucchiaino di lievito e una scodella di noci (o più o meno, a seconda dei gusti) ben sgusciate. Riscaldare il forno a 180 gradi, ricoprire con cura di carta da forno una teglia rettangolare, grande, con bordo di almeno sei centimetri. Burro e cioccolato, tagliato a cubetti, devono fondere a bagno maria, a fuoco basso, mescolati con costanza. Montare zucchero e uova fino a ottenere un composto soffice, unire a burro e cioccolato, aggiungere lievito e farina setacciata e infine le noci. Il composto, ben mantecato, può essere ora versato nella teglia, infornato e cotto per mezz’ora. Poi si lascia riposare in forno per 10 minuti e si taglia a fette quadrate. Servire accompagnato da una pallina di gelato alla crema e decorare con foglioline di menta.

Per chi non ama il cioccolato, l’alternativa è la torta di zucca. Ingredienti: un chilo e mezzo di zucca (pesata a crudo, sbucciata), 250 g di zucchero (un po’ bianco e un po’ di canna, a piacere), un paio di cucchiai di sciroppo d’acero (melassa, si trova nei supermercati italiani), una tazza e mezzo di panna liquida (eventualmente si può diluire con un po’ di latte), 3 uova, 1 cucchiaio di rhum, una confezione di pasta brisée (chi ha voglia e tempo, può farla in casa). Imburrare e infarinare una teglia rotonda, sistemarvi la pasta brisèe ben stesa. Far cuocere la zucca, verificare che ne vengano fuori almeno due tazze abbondanti di polpa ridotta in purè. Quando si sarà freddata, unirvi le uova e lo zucchero, mescolare bene, infine aggiungere la panna e il rhum. Il composto va versato nella teglia e cotto in forno a 180 gradi – preriscaldato naturalmente – per 40 minuti circa. O fino a quando il centro della torta risulterà compatto. Lasciare raffreddare e servire con un poco di gelato al fior di latte e un bel tazzone fumante di caffè lungo, possibilmente amaro.

Cucina made in Usa: non solo hamburger