Il Raffinato Gourmet: come conquistarlo

Il principio che regola tutte le sue scelte è l’eccellenza. Detesta tutto ciò che è dozzinale. Porta abiti su misura, camicie con le cifre, pigiami in seta e pantofole in raso. Viaggia su auto d’epoca perfettamente lustre che scivolano nel traffico eleganti e ammirate. Ama il bello, l’arte, la musica d’élite.
Nel tempo libero va per mostre e per concerti, sempre e solo di artisti all’avanguardia.
Fa un lavoro in linea con le sue grandi passioni: il gallerista, il raffinato editore, oppure il giornalista enogastronomico (ma in tal caso il suo look spesso si impoverisce drasticamente).

La donna ideale per un Raffinato Gourmet è snob e très chic, di eleganza innata e bellezza non scontata.
Mangiare bene fa parte della filosofia di vita da Raffinato Gourmet, che non sceglie semplicemente di nutrirsi di cibi lussuosi cucinati da chef di grido, come il Manager Rampante (che lui guarda dall’alto in basso), ma vuole scovare il genio della cucina che domani sarà osannato all over the world, assaggiare le manipolazioni più ardite, le spume più leggere, le schiume più impalpabili, le paste più fini. E gli accostamenti più bizzarri tra dolci e salati, agri e piccanti, morbidi e croccanti.
Le sue bottiglie arrivano esclusivamente dall’enoteca di fiducia e hanno etichette importanti, annate ragguardevoli, prezzi esorbitanti.
Il suo ristorante preferito è quello che non ha ancora provato, per il quale vale la pena persino qualche ora di macchina, o addirittura un volo in aereo.

Il suo peccato di gola: pane, salame e vino della casa.
Come conquistarlo? È decisamente un osso duro.
Mettiti l’animo in pace: a meno di non avere in cucina una schiera di sifoni, un abbattitore di temperatura e la collezione completa di Texturas di Ferran Adrià (ma, soprattutto, a meno di non sapere cosa sono e come si usano), non potrai mai ricreare alcuno dei piatti che tanto lo rapiscono. Ma il Raffinato Gourmet sa essere indulgente e riconoscerà nella tua piccola creatività un omaggio al suo gusto raffinato.
Più che sulle tecniche, puoi imparare a giocare su ingredienti e abbinamenti, cercando di combinare consistenze e sapori esistenti in natura e cucinando a regola d’arte.
La vera arma resta distrarlo da ciò che ha nel piatto, evitando che succeda il contrario. Stendilo con la tua naturale grazia, piuttosto che stordirlo con una pallida imitazione di cucina a cinque stelle.
Non lesinare sulla qualità di quello che gli metterai nel piatto e, accennando al menu, lascia che sia lui a occuparsi dei vini: ne sarà felice, tu sarai certa che almeno berrà bene e potrai investire quanto risparmiato in un little black dress, in una sobria ballerina stile Carlà, in una manicure impeccabile (niente french ma unghie corte e pulitissime, le uniche adatte al lavoro in cucina).
Oltre a te stessa, cura molto anche la cornice della vostra cena. Tovaglia candida di lino, piatti in Fine Bone China, posate d’argento o di design.
Vietati i colori, i tovaglioli di carta, gli stuzzicadenti in tavola. Tutto ciò che ai suoi occhi può apparire cheap e offuscare il tuo incomparabile fascino, la tua garbata conversazione e la tua cucina "interessante".
Difficilmente lascerà qualcosa nel piatto (il Gourmet sotto sotto è un goloso), ma tu mostrati ugualmente umile, sminuisciti, dì che hai fatto di tutto ma proprio non puoi competere con… e ne sei terribilmente dispiaciuta. Fai anche un po’ il broncio. E vedi se trova un modo carino per consolarti.

Tratto da: "Come sedurlo a tavola", Morellini Editore

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