Portatili o mini: le case del futuro risparmiano sullo spazio

Dai capsula hotel alle case trasportabili in una borsa, tutte le varianti della casa

Ricordano urne cinerarie, celle degli alveari, cassettoni degli obitori e forni a microonde fuori misura. Sono i capsula hotel. Vivamente sconsigliati ai claustrofobici, sono muniti di un comodo letto, luce, televisore, aria condizionata, il tutto concentrato il stanzette che sembrano loculi. Ovviamente per motivi di spazio i bagni sono in comune.

Sull’elenco online degli alberghi capsula di Tokyo nelle “note” sono elencati il numero di posti letto, è precisato se ci sono, oltre alla toilette, la doccia o addirittura la sauna, il bar e il lounge, il ristorante. Solitamente non sono frequentati da turisti ma da uomini d’affari di passaggio o impiegati che si sono intrattenuti dopo il lavoro a bere e hanno perso l’ultima metropolitana di mezzanotte. Sono quindi rivolti a una clientela che necessita principalmente di dormire, o in generale di stare in posizione orizzontale. È precisato infatti se female guests can stay o no female guests, cioé se le signorine, accompagnatrici o massaggiatrici che dir si voglia, sono tollerate o meno. Perché una volta tirata la tendina, rimane pur sempre una camera da letto. Piccola e claustrofobia, ma camera.

Per chi la casa preferisce portarsela appresso, c’è anche quella portatile. La filosofia delle lumache e delle tartarughe, che si portano appresso ovunque vadano il guscio domestico è stata ripresa negli ultimi anni da diversi creativi. La svedese Monica Förster ha creato Cloud, un rifugio a forma di nuvola. Piegata sta in una borsa, come fosse un paracadute. Una volta montata, o gonfiata, visto che è una nuvola, diventa una specie di tenda da campeggio.

Per chi vuole mettere radici ci sono poi le mini case. Sono l’ultima necessità architettonica di Tokyo. Lanciate dall’Atelier Bow-wow, sono abitazioni costruite su terreni impossibili: in un vicolo, sulla curva di una strada… Perché nella capitale nipponica lo spazio è più prezioso dell’oro e quindi si sfrutta il più possibile. I materiali utilizzati sono cemento, legno, metallo ma anche materiali isolanti alternativi” che fanno penetrare la luce. Certo, non sono destinate a durare in eterno, si ispirano a una filosofia volatile. Sono come i vestiti di sartoria: costruiti su misura per le persone che ci stanno dentro. a.d.r

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