Elementi Fontamentali

Luce

Perché una pianta senza luce non sopravvive? Perché è l’elemento fondamentale di un processo chiamato “ fotosintesi clorofilliana ”, grazie al quale la pianta produce l’energia necessaria alle sue funzioni vitali: la luce , catturata dalle foglie e dalle parti verdi; attiva una reazione chimica tra l’anidride carbonica presente nell’atmosfera e l’ acqua assorbita dal terreno. Così si formano i carboidrati fondamentali per la sopravvivenza e l’ ossigeno che purifica l’aria sottraendo anidride carbonica.
Quando è buio , le piante utilizzano ossigeno nell’aria e producono anidride carbonica. Per questa ragione non bisogna dormire vicino alle piante.

Piante da appartamento
L’habitat naturale della maggior parte delle piante da interno è la foresta tropicale , ambiente dalla luce diffusa ed elevata percentuale di umidità. Per questo è necessario individuare zone mediamente illuminate o addirittura in penombra. Ecco come scegliere la quantità e la qualità di luce giusta :

1. Le finestre che danno a sud e a ovest in estate hanno più luce di quelle esposte a nord e a est. Durante l’ inverno ricordatevi di posizionare le piante a sud e a est per sfruttare la luce naturale.

2. La luce più intensa e migliore è quella dei davanzali . È comunque sufficiente anche la luce che si diffonde entro 1 metro dalle finestre.
A mano a mano che ci si allontana dalla finestra, diminuisce progressivamente anche l’intensità luminosa. Oltre i 2 metri di distanza la luminosità diminuisce fino al livello di ombra .

3. Le piante si orientano verso la luce: per questo possono crescere in modo sbilanciato, con fusto e foglie piegati verso la luce. Per evitarlo, potete ruotare ogni quattro giorni la pianta di 90°.

Piante da esterno
Ogni singola specie è caratterizzata da esigenze di luce diverse di cui è necessario tenere conto sempre, ma per l’esposizione valgono i concetti di carattere generale spiegati sopra: le piante che necessitano di pieno sole vanno messe a dimora a sud e a ovest dove la quantità di luce è maggiore, sopratutto in estate. Invece, le piante che resistono al freddo invernale e all’ ombra parziale andranno esposte a nord .

Temperatura

In linea generale la temperatura ottimale è quella compresa tra i 18 e i 24 °C e se superiore, la pianta deve essere supportata da una maggiore umidità atmosferica e maggiori apporti di acqua.

Attenzione a collocare la pianta dietro ai vetri di una finestra senza schermare i vetri con tende: la temperatura che si sviluppa è molto elevata tanto da provocare danni da ustione alle foglie. Le uniche piante adatte a quella posizione sono le cactacee e la maggior parte delle succulente .

Infine è meglio evitare le escursioni termiche sia verso il caldo sia verso il freddo: un cambiamento di 10 °C in 24 ore può danneggiare gravemente la pianta.

 

Acqua

Determina la consistenza delle piante e ne mantiene la struttura solida : trasporta i sali minerali assorbiti dalle radici al fusto, ai rami fino alle foglie; si combina con l’anidride carbonica, attraverso la fotosintesi clorofilliana e dà luogo ai carboidrati.
La perdita di acqua per traspirazione dagli stomi, particolari aperture presenti sulle foglie, induce le radici ad assorbire acqua dal terreno.
Per questo, sebbene l’annaffiatura sia di per sé un operazione semplice, è molto importante valutare la qualità e la quantità d’acqua da somministrare.

La qualità
L’acqua del rubinetto contiene calcare che viene espresso in gradi di durezza. Fino a 10 gradi può essere utilizzata per tutte le piante, da 10 a 15 può causare alcuni problemi alle specie più sensibili, oltre i 15 gradi l’acqua deve essere decalcificata. La temperatura oscilla tra i 15 e i 25 °C. Per azalee, rododendri, primule e orchidee usate acqua piovana oppure bollita (demineralizzata).

La quantità
Piante da appartamento
Varia da specie a specie ma la regola generale è non eccedere : la maggior parte delle piante muore per troppe annaffiature che provocano l’imputridimento delle radici e quindi l’appassimento della pianta. Si definisce “ abbondante ” la quantità d’acqua che satura il terriccio e fuoriesce dal foro di drenaggio, “ moderata ” quando l’acqua si distribuisce nel terriccio e questo appare uniformemente umido, “ limitata ”, quando sono umidi solo i primi strati di terriccio.

Ecco un semplice decalogo per sapere quando annaffiare :
§ il terriccio è secco al tatto e tende a staccarsi dalle pareti del vaso;
§ le giornate primaverili ed estive sono molto calde ;
§ la pianta è in fase di sviluppo vegetativo ;
§ si stanno aprendo i primi boccioli e la pianta è in fioritura ;
§ in autunno e in inverno , cioè durante il riposo vegetativo, se la stanza in cui si trovano è decisamente calda;
§ il terriccio è molto sciolto e perciò trattiene poca acqua;
§ il vaso è di terracotta , un materiale poroso attraverso il quale l’acqua evapora;
§ le radici hanno riempito il vaso e non si è ancora proceduto con il rinvaso;

In vacanza
Quando non si ha la possibilità di accudire le piante per 10-20 giorni consecutivi è opportuno prevedere dei sistemi anche semplici per rifornirle d’acqua:
§ Disponete un vaso pieno d’acqua vicino alla pianta, prendete uno stoppino (si può utilizzare anche un laccio per scarpe) e mettetene un’estremità nell’acqua e una nella terra.
§ Inserite nel terriccio del vaso, a testa in giù e con il tappo forato , una o più bottiglie di plastica piene d’acqua. Questa fuoriuscirà lentamente in funzione del grado di secchezza del terriccio.

Piante da esterno
In generale tutte le piante necessitano di acqua nel periodo seguente alla semina, al radicamento delle talee, al trapianto e alla messa a dimora. Le piante in piena terra , con radici profonde, come gli alberi, gli arbusti, le erbacee perenni, pescano acqua direttamente dal terreno. Solo in periodi molto caldi e siccitosi, o nelle fasi di sviluppo vegetativo, di fioritura e di fruttificazione hanno bisogno di un maggiore apporto d’acqua. Le specie annuali e biennali , al contrario, hanno radici corte per cui necessitano di annaffiature giornaliere.

Poca acqua bagna solo lo strato più superficiale del terreno ed evapora rapidamente, favorendo lo sviluppo di malattie fungine . Le radici si portano in superficie e trovano più esposte ai danni da siccità;
Troppa acqua satura il terreno, soprattutto se argilloso, causando asfissia delle radici .

Se le piante sono coltivate in vaso , valgono i suggerimenti indicati per le piante d’appartamento. In genere queste piante hanno bisogno di essere annaffiate più di frequente rispetto a quelle in piena terra, perché le loro radici sono confinate entro una piccola quantità di terreno. In estate è buona norma annaffiare nelle prime ore del mattino o della sera quando la traspirazione è ridotta al minimo.

 

Umidità

La maggior parte delle piante d’appartamento provengono dai tropici e hanno bisogno di un ambiente umido , circa il 60% , percentuale molto più alta di quella che si trova nelle abitazioni, generalmente al di sotto del 40%. Per fornire alle piante quell’apporto di umidità necessario ecco alcuni semplici accorgimenti:

§ Nebulizzate spesso acqua sulle foglie se la temperatura è superiore ai 24 °C o se l’aria è secca.

§ Utilizzate vasi di terracotta da inserire in coprivasi e riempite d’acqua l’intercapedine.

§ Mettete nei sottovasi uno strato di ghiaia o di ciottoli bagnati e collocate il vaso senza ostruire il foro di scolo.

§ Utilizzate umidificatori elettrici o di terracotta sui termosifoni.

 

Terra

Il terreno non è solo un supporto d’appoggio, ma è il luogo dal quale le piante traggono acqua ed elementi nutritivi necessari per la loro crescita: sostanze minerali, organiche, organismi viventi, aria e acqua contenuti nel terreno, ne determinano le varietà e lo rendono più adatto a una o all’altra specie.

In natura
La prima distinzione si basa sul rapporto tra sostanze acide e basiche presenti nel terreno e viene indicato con il parametro pH : valori di pH troppo bassi o troppo alti possono influenzare la capacità di assimilazione degli elementi nutritivi (per esempio ferro, manganese, rame…), al punto da renderli inutilizzabili. L’altra distinzione è data dalla qualità degli elementi che costituiscono il terreno.

§ terreno acido : pH inferiore a 7, si trova nelle zone molto piovose ed è particolarmente adatto a rododendri e azalee.
§ terreno neutro : pH 7, è indicato per le piante ornamentali in generale.
§ terreno alcalino : pH maggiore di 7, si trova nelle zone aride.
§ terreno sabbioso : contiene almeno il 70-80% di sabbia, è facile da lavorare perché morbido, ma tende a perdere acqua e sostanze nutritive che dovranno essere aggiunte costantemente dall’uomo.
§ terreno argilloso : contiene almeno il 25% di argilla ed è più compatto, pesante da lavorare, ricco di sostanze nutritive ma anche tanta acqua da provocare l’asfissia delle radici.
§ terreno di medio impasto : è un miscuglio equilibrato di sabbia, argilla, calcare e sostanza organiche, adatto a tutte le coltivazioni non ha bisogno di essere corretto.

In commercio
Sono i terricci per piante d’appartamento e per piante in vaso da esterno , composti da torba (trattiene l’acqua), sabbia (favorisce il drenaggio dell’acqua), fertilizzante (fornisce gli elementi nutritivi), humus (conferisce la fertilità rilasciando nel tempo gli elementi nutritivi); si differenziano in base alle percentuali contenute in 5 varietà:

Terriccio standard : terra di giardino, terra di letame, terriccio di foglie, torba e sabbia.
Terriccio universale : terra di letame, terriccio di foglie, sabbia e torba.
Terriccio sabbioso : terriccio comune molto maturo e sabbia. È adatto per le piante grasse.
Terriccio a base di humus : fertilizzanti, terriccio di foglie arricchito con sostanze organiche, torba e sabbia in piccola quantità.
Terricci speciali : per piante con particolari esigenze. Il più comune è quello caratterizzato da elevata acidità.

Elementi Fontamentali