Case sottosopra

Non bastavano avversità e rovesci di fortuna a farci riflettere sulla precarietà della vita.
Anche diversi architetti e artisti negli ultimi anni hanno pensato di farci sperimentare sensazioni legate al capovolgimento, sia esistenziale che concreto, da toccare letteralmente con mano. Niente a che vedere con gli edifici sbilenchi e curvi di Frank ‘O Gehry o dei suoi tanti emuli, che pur a qualche funzione utile (museo, università) riescono ad assolvere: qui ci troviamo di fronte se possibile a qualcosa di ancor più estremo.

Non è da tutti i giorni trovarsi improvvisamente di fronte a una casa messa a tetto in giù, e ancora più spaesante entrarci e trovarsi a camminare sul soffitto, osservando con incredulità i mobili ancorati al pavimento. Quando poi la casa è incastrata a tetto in giù in cima a un edificio, come se fosse letteramente volata per aria, il risultato è quanto meno suggestivo.

In realtà le varie architetture capovolte che negli ultimi tempi sono sorte come funghi sia in Europa che in tutto il mondo sono adibite a luogo di divertimento, sorta di evoluzione dei classici luna park.
Del resto l’effetto è del tutto simile a montagne russe e case degli specchi, tanto che ormai le case capovolte sono ambite mete turistiche per visitatori in cerca di emozioni forti. Al loro interno si trova ogni sorta di attrazione a tema in grado di intrattenere per ore gli ospiti, come finti uragani e terremoti e persino cacce al tesoro.

Giramenti di testa e batticuore insomma sono assicurati, la riflessione filosofica sull’incertezza e l‘instabilità dell’esistenza chissà, con buona pace degli illuminati progettisti che tanto tenevano al significato profondo di queste strane architetture.

Case sottosopra