Yogurt, può proteggere dal rischio cancro: quanto mangiarne

A dirlo è un recente studio condotto da un'equipe scientifica dell'Università di Lancaster, le cui conclusioni vanno però approcciate con prudenza

Lo yogurt potrebbe avere un ruolo nella riduzione del rischio di cancro al seno, una delle neoplasie più diffuse tra la popolazione femminile di tutto il mondo. A dirlo è uno studio condotto da un’equipe attiva presso l’Università di Lancaster (Regno Unito).

Il team che ha condotto lo studio è partito da un’ipotesi secondo la quale i processi infiammatori a carico dei dotti mammari disturbano la gerarchia delle cellule staminali, esponendo la donna a un maggior rischio di avere a che fare con il cancro al seno.

La Dottoressa Rachael Rigby, autrice senior dello studio, lo ha commentato sottolineando che, da diverso tempo ormai, la comunità scientifica è consapevole del fatto che il latte dei mammiferi non è sterile. Questo alimento è anzi caratterizzato dalla presenza di batteri in grado di provocare la fermentazione del lattosio e contraddistinti da un’efficacia protettiva. Alla luce di ciò, la gravidanza e l’allattamento rappresenterebbero dei fattori in grado di diminuire il rischio di cancro al seno.

A detta del team guidato dalla Rigby, lo yogurt presenta batteri benefici in grado di attenuare l’infiammazione dei dotti con meccanismi molto simili alla flora batterica che caratterizza il latte materno. Attorno a questo studio si è creata una fervente discussione, facente riferimento anche alla vivace demonizzazione, spesso al centro dell’attenzione negli ultimi anni, del latte e dei suoi derivati.

Prima di entrare nel vivo dei pareri espressi è il caso di sottolineare che, come ricordato dagli esperti della Fondazione Veronesi nel 2015, gli studi fino ad ora effettuati sul latte e i suoi derivati hanno dato riscontri non sufficienti per poter parlare di correlazione tra il consumo questi alimenti e il rischio di sviluppare il cancro.

A chiarire la situazione dopo la pubblicazione del lavoro della Rigby e del suo team ci ha pensato anche il Dottor Saverio Cinieri, Presidente dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM). Intervistato sulle pagine del quotidiano Repubblica, ha evidenziato innanzitutto che, oggi come oggi, l’ipotesi dell’allattamento come fattore in grado di diminuire il rischio di cancro al seno non è supportata da evidenze scientifiche.

Ha altresì sottolineato l’importanza di non puntare eccessivamente il dito contro il latte e i suoi derivati. Ha raccomandato il consumo di un bicchiere di latte al giorno e ha ricordato che l’assunzione di questo alimento – che secondo uno studio pubblicato sulle pagine di Annals of Oncology può svolgere un ruolo preventivo nei confronti del tumore al colon-retto grazie all’influenza del calcio sui processi infiammatori degli acidi biliari – non è dannosa per le donne in terapia oncologica. Per chi non dovesse gradire il latte va benissimo un vasetto di yogurt o, in alternativa, una porzione di parmigiano.

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