Vip, vite difficili segnati dalle dipendenze

"Mio figlio non è un drogato". Franco Gatti continua a dirlo. Il cantante dei Ricchi e Poveri è ancora dilaniato dalla sofferenza per la perdita del figlio Alessio Gatti, che aveva solo 23 anni. Le spiegazioni sono arrivate molto tempo dopo, con il referto dell’autopsia, e Gatti le ha raccontate in un doloroso sfogo al Secolo XIX. Alessio è morto di infarto, riconducibile a sua a volta a un’overdose di eroina. Ma l’overdose fu letale a causa di un mix con l’alcool, e sopratutto per via del fatto che si trattava per lui della prima assunzione della sostanza. "Avevo ragione, mio figlio non era un drogato e l’esito di questi accertamenti lo conferma. Mio figlio ha fatto una cazzata, la prima della sua vita, con gli stupefacenti e in un momento in cui non stava bene. L’ha pagata così."

Altra morte tremenda quella del giovane protagonista di Glee, il 31enne Cory Monteith, trovato morto in un hotel di Vancouver, in Canada. Pare che la morte sia da attribuirsi ai problemi avuti dalla star di Glee in passato con l’alcol e la droga. Due anni fa, commentando i suoi eccessi adolescenziali, Cory aveva dichiarato: "Sono fortunato ad essere ancora vivo. Ho bruciato un sacco di ponti". Forte il sostegno dimostrato nel suo periodo più difficile da Lea Michele, fidanzata sul set e nella vita reale di Cory. Conosciutisi durante le riprese di Glee, i due avevano da tempo intrapreso una relazione sentimentale e l’attrice 26enne aveva cercato di aiutarlo. L’attrice, che nel corso della relazione ha sempre mostrato di sostenere il compagno nella sua difficile lotta alle dipendenze, avrebbe appreso la tragica notizia per telefono e sarebbe "completamente devastata e distrutta", tanto che il suo portavoce avrebbe chiesto di rispettarne la privacy in questo momento difficile. Il suo account Twitter, da allora, è rimasto silenzioso. Grande il sostegno sui social, tanto che tre hashtag resistono da ieri in cima alle tendenze universali #RIPCoryMonteith, #StayStrongLea e #PrayforLea.  

Erano amici per la pelle e per la droga, e dopo la sua morte Pete Doherty, il leader dei Babyshambles, si è lasciato andare a diverse dichiarazioni sulla defunta Amy Winehouse, per esempio dicendo che era stato il suo amante. Ora il "caro amico" per tirare a campare ha deciso che si libererà delle sigarette appartenute a Amy: "Ho tantissimi filtri di sigarette che sono appartenuti a Bobby Gillespie, Kate Moss e Amy Winehouse, ma ho anche biglietti di Natale che l’ex portiere di calcio Steve Ogrizovic mandò ai Black Sabbath. Moltissima schifezza di tutti i tipi, in pratica", ha detto Doherty a NME Magazine.

Pete Doherty potrebbe aprire una bancarella di memorabilia a Camden Town, anche se al momento trascorre molto del suo tempo nella capitale francese. Pete infatti divide un appartamento a Parigi nientemeno che con Macaulay Culkin, l’ex bambino prodigio di Mamma ho perso l’aereo. Facile pensare che la droga possa essere uno degli interessi in comune, ma ci sarebbe dell’altro: pare che Doherty vorrebbe intraprendere la carriera cinematografica, mentre l’ex attore ha tutti i ponti con Hollywood e vorrebbe dedicare esclusivamente all’arte.

Altro caso è quello di Robbie Williams, che ultimamente si è lasciato andare a dichiarazioni molto forti: pensando al futuro non esclude che la figlia possa provare la droga e quindi ha detto che se fosse necessario si drogherebbe con lei per aiutarla a scegliere solo le sostanze migliori. Robbie in passato ha avuto a che fare con droga e alcol. Il periodaccio è coinciso col la sua uscita dal gruppo dei Take That, nel 1995. In pochi mesi ingrassò di 18 kg per il suo stile di vita totalmente sregolato, tanto che Liam Gallagher degli Oasis incominciò a definirlo "il ballerino obeso dei Take That". Ma il cattivo ragazzo si rimise in carreggiata e sfondò come solista, anche grazie all’aiuto di Elton John.

In seguito Robbie ci è ricascato di nuovo, finché nel 2007, assuefatto da antidolorofici e antidepressivi è stato ricoverato in una clinica per disintossicarsi. «Dubito che Theodora cresca come me e si ritrovi a fare i miei stessi errori ma, se dovesse voler provare le droghe, so benissimo cosa fare: vorrei assicurarmi che si prenda solo le droghe migliori e, per farlo, sarei disposto a drogarmi con lei», ha detto durante un’intervista a un settimanale australiano.

Robbie non è certo l’unico personaggio celebre cascato nel tunnel delle dipendenze. Poco importa se si tratta di alcol, cocaina o farmaci: in tanti hanno dovuto lottare per liberarsi da queste sostanze. L’attrice italiana Eva Grimaldi ha attraversato un bruttissimo periodo attccata alla bottiglia: "Gabriel Garko mi ha fatto uscire dal tunnel dell’alcool – ha dichiarato – Bevevo troppo. Prima, qualche bicchiere, poi, la sera a cena, mi consolavo con una bottiglia intera di vino".

Vladimir Luxuria invece deve dire grazie al buddhismo, che l’ha salvata da droga e alcool. Paolo Brosio prima di diventare un devoto della madonna di Medjugorje ha avuto un passato segnato da sesso, alcool e droga, come ha raccontato lui stesso. E qualche mese fa Morgan è finito in ospedale per colpa di un mix di droga e farmaci.

La lista prosegue con Demi Moore si è ricoverata problemi alimentari e una brutta dipendenza da farmaci. I problemi sono sorti in seguito al divorzio col toyboy Ashton Kutcher, e ora Demi sta meglio anche grazie all’ex marito Bruce Willis, che le è stato vicino in questo momento difficile. Anche l’attore e regista Ben Affleck, padre e marito con la faccia da bravo ragazzo, nel 2001 è entrato volontariamente in un centro di riabilitazione per alcolisti.

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