Fantasmi del sonno, la scienza svela il mistero

Svegli ma paralizzati e con allucinazioni: uno studio rivela che tutto dipende dalla fase REM. Ecco cosa fare se se ne soffre

Dormire bene è fondamentale per la salute della persona. La mancanza di sonno può portare a malattie anche gravi, fino all’ictus. Oltre al ridotto numero di ore, ci possono essere altri disturbi del riposo notturno quali la paralisi del sonno o ipnagogica. Impossibiliti a muoversi, anche se svegli, si hanno delle allucinazioni, i cosiddetti “fantasmi del sonno“, ossia si assiste in piena coscienza alla proiezione allucinata della propria immagine corporea.

Questo disturbo è legato a un prolungamento eccessivo o a un inizio anticipato della fase REM durante la quale si sogna. Uno studio pubblicato sul Journal Of Sleep Research ha mostrato che su 862 intervistati, il 30% ha dichiarato di aver vissuto la paralisi del sonno almeno una volta nella vita, l’8% ha riferito di episodi più frequenti.

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LE REGOLE PER PRENDERE SONNO

Questo disturbo può nascondere una patologia più grave, la narcolessia in cui la capacità del cervello di definire il ciclo sonno-sveglia è alterato. Di solito, soffre di paralisi ipnagogica chi sta vivendo uno stress post-traumatico o chi è soggetto ad attacchi di panico. Comunque, non è escluso che possa manifestarsi anche in assenza di particolari disturbi. Sicuramente, eventi stressanti, ansia e cattivo sonno possono incidere.

Studi recenti hanno confermato che la paralisi del sonno è strettamente legata alla fase REM, ma ancora non esistono terapie specifiche che possano curarla. Nei casi più gravi possono essere prescritti degli antidepressivi. Per limitare questi disturbi gli esperti consigliano di mantenere regolare il ciclo del sonno, seguire una dieta corretta e fare esercizio fisico.

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