Dieta, le migliori della settimana dal 29 luglio al 4 agosto

Introducendo nella dieta alimenti come i mirtilli, l'olio e gli estratti di agrumi, è possibile dimagrire e prendersi cura della propria salute senza rinunciare al gusto

Per mangiare sano e con gusto, è fondamentale conoscere le proprietà degli alimenti più comuni.

Ciò significa, per esempio, approfondire i benefici dei mirtilli. Iniziare una dieta caratterizzata dalla presenza di questi frutti di bosco significa innanzitutto favorire la perdita di peso e la depurazione dell’organismo. I mirtilli, come dimostrato anche da uno studio pubblicato sulle pagine della rivista scientifica Journal of Medicinal Plant Studies, aiutano pure a prevenire l’insorgenza di infezioni urinarie. Non c’è che dire: sono davvero dei super food!

Un altro ingrediente che ha un ruolo molto importante nel raggiungimento della forma fisica è l’olio. Protagonista della dieta dell’olio d’oliva del Dottor Poole, aiuta a preservare gli omega 3 presenti nel pesce, così come le proprietà organolettiche delle verdure. Come ricordato da Simon Poole stesso, medico di famiglia, firma scientifica del The Guardian e autore del libro Olive Oil Diet, per sfruttarne a pieno i benefici è essenziale ricordare che esistono diverse varietà, che cambiano a seconda delle caratteristiche delle olive e dei metodi di coltivazione e lavorazione.

Come ben si sa, mangiare sano aiuta anche a prevenire molte malattie, tra le quali possiamo trovare diverse forme di cancro. Un recente studio inglese, portato avanti da un’equipe scientifica attiva presso la Duke University School of Medicine di Durham (UK) e pubblicato sulle pagine della rivista Nature, ha scoperto che, riducendo l’apporto dell’amminoacido metionina, è possibile ridurre la crescita delle cellule tumorali e aumentare l’efficacia di alcuni trattamenti chemioterapici.

Facendo attenzione a quello che si mangia, è possibile tenere sotto controllo i sintomi di altre condizioni patologiche, come per esempio la sindrome dell’intestino irritabile. Utilissima a tal proposito è la dieta FODMAP. Elaborata da un’equipe di esperti della Monash University di Victoria (Australia), è stata illustrata in uno studio pubblicato sulle pagine della rivista Gastroenterology.

La sua caratteristica principale è l’eliminazione temporanea degli alimenti caratterizzati dalla presenza di zuccheri che accentuano la fermentazione degli alimenti, ma anche degli oligosaccaridi (fruttani e galattoligosaccaridi), dei disaccaridi (lattosio in primis), dei monosaccaridi e dei polioli (p.e. sorbitolo, mannitolo e xilitolo). In concreto, questo implica l’esclusione temporanea – almeno fino a quando non si nota una remissione di sintomi come i dolori addominali, l’alternanza di stipsi e dirrea, il gonfiore di stomaco – di alimenti come pesche, mele, pere e susine. Da evitare per un po’ sono anche le cipolle, l’aglio, i latticini ad alto contenuto di lattosio.

Al di là delle indicazioni di queste diete, è importantissimo fare colazione. Come ricordato dalla Dottoressa Valeria del Balzo – nutrizionista – nel suo contributo alla campagna Io comincio bene, saltare la colazione è molto rischioso per la salute e può causare problemi di concentrazione, ma anche compromettere la salute cardiaca.

Quando si parla di alimentazione sana, è opportuno ricordare che le nostre scelte hanno un impatto sul mondo che ci circonda. Per questo motivo, bisognerebbe sempre muoversi in ottica di sostenibilità. Punto di riferimento a tal proposito è la dieta che il nutrizionista Walter Willet ha elaborato assieme agli altri esperti della commissione E-Lancet.

Il regime in questione, nato con lo scopo di rappresentare una forma di “dieta universale“, si propone di ridurre, entro il 2050, il numero di morti causati dall’alimentazione poco salutare (esemplificativo a tal proposito e dei danni che può provocare l’eccesso di zuccheri è questo studio pubblicato su The Lancet). Tra gli obiettivi della dieta di Walter Willett è possibile ricordare anche la riduzione del consumo di suolo e l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse idriche.

La dieta sopra ricordata, che consiglia l’aumento dell’apporto di verdura e frutta, ci permette di ricordare i benefici che, secondo uno studio dell’ente CREA pubblicato sulle pagine della rivista Journal of Cellular Physiology, ha l’estratto di arancia rossa e limone. Gli studiosi che hanno portato avanti la ricerca, l’hanno somministrato a un campione di topi da laboratorio diabetici, notando la sua capacità di prevenire una patologia gravissima come la nefropatia diabetica, annoverata tra le insufficienze renali terminali.

Molto utile ai fini preventivi di malattie come il diabete e i tumori è infine la dieta ipoglicemica che, come ricordato dalla Società Italiana di Diabetologia, può prevedere l’assunzione di riso integrale, ciliegie, pasta all’uovo, uova, cereali integrali, sempre con un’attenzione alla distinzione tra carboidrati semplici, assimilati subito dal corpo, e carboidrati complessi, utili contro i picchi glicemici.

Queste diete andrebbero iniziate solo dopo aver consultato il proprio medico curante e dopo aver effettuato tutti gli esami prescritti.

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