Come funziona la vasca di deprivazione sensoriale

La vasca di deprivazione sensoriale è una pratica che elimina qualsiasi tipo di sensazione tattile e termica con grandi benefici per la mente: scopri di più in questo articolo

È stata inventata per capire il funzionamento della mente umana, ma oggi la vasca di deprivazione sensoriale, detta anche “floating” viene usate soprattutto come metodo di rilassamento. Sono infatti moltissime le spa che le mettono a disposizione dei propri clienti, regalando loro un’esperienza che molti hanno paragonato ad un “ritorno nell’utero materno”. Curiosi di scoprire come funziona la vasca di deprivazione sensoriale e quali sono i suoi benefici? Ve lo spieghiamo in questo articolo.

Qual è la storia della vasca di deprivazione sensoriale

La vasca di deprivazione sensoriale è un’invenzione di John C. Lilly, neuropsichiatra statunitense. Con lo scopo di studiare i cambiamenti prodotti nel cervello da una condizione di estremo isolamento, disegnò negli anni ’50 dei dispositivi che battezzò come “camere di deprivazione sensoriale”, ovvero delle macchine che riducevano al minimo l’attività di tutti i sensi. Dai suoi esperimenti, Lilly constatò che questi apparecchi permettevano di vivere un’esperienza molto speciale: rimanendo per un certo arco di tempo all’interno di queste camere si produceva una sensazione rilassante e rigenerante. Poiché tuttavia il neuropsichiatra era considerato esclusivamente una persona eccentrica, i suoi studi, all’epoca, non vennero considerato seriamente.

Con il tempo l’interesse aumentò, e in diverse sedi furono ripresi gli esperimenti di Lilly e installati serbatori di deprivazione sensoriale. In un primo momento si studiarono le proprietà delle vasche a scopo militare, in quanto riuscivano a potenziare il corpo e la mente. Successivamente la NASA le impiegò invece nella preparazione degli astronauti. Furono comunque gli anni ’70 a sancire la diffusione delle vasche di deprivazione sensoriale. I primi ad utilizzarle furono gli atleti professionisti, che ne riscontrarono l’utilità durante le fasi di recupero muscolare. In seguito il loro uso si diffuse alle spa e ai centri benessere, che ancora oggi sono i principali luoghi in cui poter usufruire di queste pratiche.

Come funziona una vasca di deprivazione sensoriale

La vasca di deprivazione sensoriale è un guscio di vetroresina, al cui interno è contenuta una soluzione ipersatura di solfato di magnesio, mantenuta costantemente alla temperatura di 34,8 °C. Vengono quindi ricreati buio e silenzio assoluti, in modo da annullare tutti gli stimoli esterni. Quando un corpo si immerge nella vasca inizia a galleggiare sulla superficie del liquido, che ha una profondità di soli 20 cm. Il corpo inizia ad avvertire i primi segnali dopo circa mezzora di sospensione: svanisce la percezione dei confini corporei e si genera una sensazione di profondo rilassamento, chiamata “risposta parasimpatica”. L’organismo, defaticato dall’impegno costante di monitorare la temperatura corporea e l’assetto gravitazionale, inizia a produrre endorfine, che a loro volta eliminano tensioni corporee e stress.

Quali sono i benefici della vasca di deprivazione sensoriale

Come già anticipato, la vasca di deprivazione sensoriale regala benefici soprattutto al sistema nervoso. Immergersi in questi dispositivi mette infatti in moto nel nostro organismo un’attività diversa dal solito, molto simile a quella che si ottiene con gli stati di meditazione. Si tratta quindi di un’esperienza estremamente calmante e rilassante, che permette di ridurre anche gli stati di ansia. Allo stesso tempo, diversi studi hanno dimostrato che immergersi in una di queste vasche fornisce notevoli aiuti anche alla nostra salute.

In particolare aiuta a calmare qualunque tipo di dolore muscolare e previene problemi frequenti, come l’emicrania o le coliche mestruali. Anche le donne in gravidanza possono trovare nella pratica del floating un notevole sollievo dalle tensioni e dal dolore che spesso le affliggono. La vasca di deprivazione sensoriale stimola inoltre la creatività e incrementa le abilità intellettuali, proprio perché mette il cervello nella condizione di “rigenerarsi” e quindi di approcciare con maggior freschezza a nuove sfide.

Quali sono le controindicazioni della vasca di deprivazione sensoriale

Nonostante la maggior parte delle persone che hanno sperimentato la vasca di deprivazione sensoriale siano rimaste particolarmente contenti, esistono anche dei detrattori. Qualcuno parla infatti di senso di angoscia generato dalla rottura del contatto con la realtà, motivo per cui gli esperti sconsigliano l’uso di questi dispositivi a chi non goda di piena stabilità mentale. Allo stesso modo dovrebbero evitare questo tipo di esperienza persone che soffrono di pressione bassa o epilessia. Il floating è inoltre fortemente sconsigliato se si hanno delle ferite o lesioni gravi sulla pelle, che le sostanze contenute nell’acqua della vasca potrebbero ulteriormente aggravare.

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Come funziona la vasca di deprivazione sensoriale