Colesterolo: gli effetti delle uova e quante mangiarne

Dati scientifici alla mano, le uova, a patto di non esagerare, non sono pericolose per il colesterolo

Tenere sotto controllo l’ossidazione del colesterolo LDL è una delle principali linee guida per mantenere la salute cardiovascolare. Alla luce di ciò, nel corso degli anni sono state messe in primo piano diverse linee guida alimentari, tra le quali spicca il fatto di moderare l‘assunzione di uova, in particolare dei tuorli. Prima di capire gli effetti di questo alimento e che quantità limite bisognerebbe considerare, ricordiamo che un singolo uovo è contraddistinto dalla presenza di 186 mg di colesterolo, ossia circa il 62% della dose giornaliera raccomandata per un soggetto adulto sano.

Come poco fa accennato, è tutto concentrato nel tuorlo. L’albume, infatti, si contraddistingue per la presenza di un maggior contenuto di proteine. Detto questo, apriamo la parentesi relativa agli effetti del consumo di uova sui valori del colesterolo. La scienza ha approfondito più volte questo cruciale aspetto. Degno di nota a tal proposito è uno studio del 2013 condotto da un’equipe attiva presso l’Università del Connecticut (USA).

Studio randomizzato in singolo cieco, questo lavoro si è focalizzato sugli effetti della somministrazione quotidiana di uova intere e della diminuzione dell’apporto di carboidrati sul metabolismo delle lipoproteine e sulla resistenza all’insulina in soggetti di ambo i sessi con diagnosi di sindrome metabolica. A un follow up di 12 settimane, è stato possibile riscontrare un aumento dei livelli di colesterolo buono HDL e della resistenza insulinica.

Quando si parla degli effetti delle uova sui livelli di colesterolo, è bene evidenziare il fatto che la risposta è molto legata alle caratteristiche del singolo individuo. A ricordarcelo ci ha pensato uno studio del 2006, portato avanti sempre da un’equipe dell’Università del Connecticut.

In ogni caso, è essenziale porre l’accento sul fatto che, anche davanti a un lieve aumento del colesterolo totale e del colesterolo LDL, non è il caso di preoccuparsi. Questo vale soprattutto per chi ha particelle di colesterolo LDL particolarmente grandi. Come evidenziato da uno studio del 1992 condotto da un team di esperti della Tufts University (USA), in tali condizioni risulta minore il rischio di avere a che fare con problematiche cardiovascolari.

Per quanto riguarda invece la quantità di uova entro la quale è bene mantenersi, ricordiamo che gli orientamenti più accreditati nell’ambito delle scienze dell’alimentazione parlano di massimo tre al giorno nei soggetti sani. Come poco fa rammentato, ogni persona fa storia a sé, motivo per cui è opportuno chiedere consiglio al proprio medico curante.

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