Una dieta per dimagrire e rimanere giovani

Meno si mangia, meno s'invecchia: una dieta ipocalorica ma nutriente diminuisce il rischio di ammalarsi di diabete e cancro

Quella proposta da questo studio Usa non si può definire una scoperta sconvolgente, quanto una conferma: meno si mangia, meno s’invecchia. Secondo una ricerca del Wisconsin National Primate Research Center, in collaborazione con il William S. Middleton Memorial Veterans Hospital, pubblicata su Science, riducendo l’apporto calorico del 30 per cento, si rallenterebbe tutto il processo di degenerazione dovuto al tempo che passa.

Si parla di restrizione calorica, ossia di seguire una dieta ipocalorica ma comunque nutriente. Lo studio è stato condotto sulle scimmie, ma viste le somiglianze del profilo genetico dei primati con quello dell’uomo, si crede che il discorso possa valere anche per noi. Diabete, cancro , malattie cardiovascolari e atrofia cerebrale si sarebbero verificate in percentuale tre volte superiore nei macachi non sottoposti alla dieta. Anche il cervello delle scimmie tenute “a stecchetto” sarebbe in migliori condizioni. Nutrirsi bene e senza sovrappiù, potrebbe dunque essere una sorta di elisir di lunga vita e aiuterebbe a restare anche più lucidi.

A ribadirlo, c’è anche un altro studio, questa volta dell’University of Munster, in Germania. Alcuni volontari sopra i 60 anni sono stati suddivisi in tre gruppi in base al tipo di dieta proposta: i primi hanno seguito un regime alimentare bilanciato normocalorico; i secondi una dieta simile ma più ricca di acidi grassi insaturi, come quelli presenti nell’olio d’oliva e nel pesce; gli ultimi un regime alimentare «ristretto», in cui le calorie erano state appunto ridotte – anche in questo caso – del 30 per cento. Dopo tre mesi di dieta gli effetti positivi sulla memoria non hanno esitato a farsi vedere solo nei soggetti che hanno seguito il regime ipocalorico. Non solo, la restrizione calorica ha favorito anche altri miglioramenti a livello fisico, diminuendo i livelli di insulina e i marcatori dell’infiammazione.

Secondo uno studio condotto in California un paio di anni fa, le cellule percepirebbero la restrizione calorica come un pericolo attivando geni che sappiano proteggerle. La teoria fu sperimentata sui ratti, ma poi messa in relazione con dati reali provenienti dagli studi di popolazione. Fra i più longevi ci sono i giapponesi delle isole di Amami e Okinawa, la cui aspettativa di vita arriva fino a 86 anni: qui si in ingeriscono mediamente 1.800 calorie al giorno, contro le 2.500 degli italiani e le oltre 3.000 degli statunitensi.

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