Il vaccino per l’emicrania: uno studio apre la strada

Ne soffrono in tanti e per chi la subisce, l’emicrania è una vera calamità. A volte sottovalutata e confusa con un banale mal di testa, è un disturbo che limita la vita sociale e spesso costringe a periodi di isolamento.

Molti studi sono stati condotti fino ad ora senza risultati rivoluzionari, adesso le speranze per combattere l’emicrania arrivano da uno dei più importanti centri clinici australiani, il Neucleus Network dell’Alfred Hospital di Melbourne, dove si è appena conclusa la prima fase di uno studio su cento pazienti tra i 18 e 65 anni sofferenti di emicrania con o senz’aura, con una frequenza da 1 a 8 attacchi al mese.

I i ricercatori hanno individuato un anticorpo monoclonale che è stato somministrato ai pazienti, che potrebbe essere un vero e prorio "vaccino" che per ora viene indicato con la sigla ALD 403.

Iniettato in singola dose, l’ALD 403 va a tacitare un recettore, il CGRP (il più potente vasodilatatore conosciuto) che viene rilasciato dal sistema trigeminale – cioè le fibre nervose contenute nel nervo trigemino –  deputato alla sensibilità della faccia, dei suoi muscoli masticatori e delle sue secrezioni: lacrimali, nasali, salivari e dell’iride dell’occhio.

Durante l’attacco di emicrania questo sistema si attiva svolgendo un ruolo fondamentale nella modulazione del dolore che accompagna l’emicrania. L’effetto analgesico dell’anticorpo messo a punto dagli studiosi, riducendo il numero di recettori neuronali riduce anche la possibilità di risposta, in quanto i pochi ricettori rimasti vengono bloccati dall’anticorpo.

La strada si è quindi finalmente aperta, ma sarà una strada lunga.

 

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