Tinture per capelli, sono cancerogene? I pro e i contro

Le tinture per capelli sono ormai entrate nell’uso comune, sia per coprire i capelli bianchi, sia semplicemente per cambiare colore ai capelli. Ma è vero che sno dannose per i capelli, o, peggio, cancerogene, come alcuni studi sembrano aver dimostrato? Secondo alcuni esperti, la risposta è no. Non solo, infatti, c’è una legislazione europea rigorosissima che vieta ogni tipo di sostanza non perfettamente sicura, ma la loro innocuità è ormai provata da innumerevoli studi.

Resta il fatto, però, che alcuni studi americani accusano le tinture per capelli di aumentare il rischio di tumore alla vescica e di una forma di linfoma, il non Hodgkin. Pare che l’incremento di rischio di linfoma si sia verificato solo nelle persone che hanno utilizzato frequentemente tinture per capelli, in particolare quelle scure, prima del 1980. Dopo tale data sembra infatti che le ammine aromatiche, ingredienti molto comuni nella maggior parte delle tinture, dalle proprietà cancerogene, siano state eliminate dalle formulazioni dei prodotti coloranti. Ciò non toglie che altre sostanze a distanza di anni possano rivelarsi ad alto potenziale tossico.

Al di là del rilascio di sostanze cancerogene, è noto che le tinture possono danneggiare strutturalmente il capello a causa dell’assorbimento di composti di sintesi. Infatti, il capello per la sua esile costituzione assorbe facilmente qualsiasi inquinante con cui entra in contatto. Il funzionamento delle tinture a base di ammoniaca, in più, rende il capello molto vulnerabile: l’ammoniaca contenuta nel prodotto provoca l’apertura delle squame del capello, permettendo l’ingresso dei componenti coloranti. Contemporaneamente, l’ossidante provoca la schiaritura dei capelli, che perdono il loro colore originale per assumere quello desiderato.  

Per queste ragioni è in aumento la richiesta da parte dei consumatori di prodotti cosmetici naturali. In questa ottica suscitano sempre maggior interesse le tradizionali tinture vegetali poiché possono essere usate con tranquillità, essendo del tutto prive di tossicità. Quella di gran lunga più utilizzata è senza dubbio l’Hennè, della quale solo in Italia si consumano circa 30 tonnellate all’anno. Al di fuori dell’Henné si possono distinguere altri tipi di tinture in funzione della durata della colorazione: shampoo coloranti, tinture permanenti, lozioni dopo shampoo, schiarenti.

Se si vuole comunque utilizzare un tintura per capelli per la colorazione, ecco qualche piccolo consiglio per la bellezza e la salute dei capelli:

– utilizzare le tinture formulate con pigmenti naturali, soprattutto nei casi di capelli sfibrati, deboli, molto fini e già sottoposti ad altri trattamenti di natura sintetica come permanenti
provare la tintura prima su una singola ciocca e una piccola parte di cuoio capelluto, per verificare che non provochi alcun tipo di allergia o irritazione
– evitare rigorosamente qualsiasi prodotto tintoreo sintetico durante la gravidanza. Le sostanze contenute possono, se assorbite dalla pelle, provocare danni gravi al feto
– nei casi di eczema, psoriasi o dermatiti al cuoio capelluto, o in presenza di qualche reazione allergica a qualche sostanza chimica, si sconsiglia vivamente di effettuare qualsiasi forma di trattamento ritenuto "potenzialmente tossico".

Tinture per capelli, sono cancerogene? I pro e i contro