Tatuaggi, come riconoscere infezioni e allergie

I tatuaggi possono causare allergie molto fastidiose. Alcuni recenti studi hanno stabilito che a soffrirne sono una persona tatuata su dieci

 

I tatuaggi causano allergie che possono portare a dolore, prurito, gonfiore e arrossamento della zona tatuata. L’esecuzione di punture con l’introduzione di sostanze coloranti sottopelle causano ad una persona su dieci una reazione avversa. Questo dato statistico è stato diffuso dopo uno studio effettuato dalla “Langone University” di New York. I problemi variano da semplici arrossamenti della pelle a vere e proprie reazioni allergiche, con queste ultime che richiedono la completa rimozione del tatuaggio. Lo studio è stato condotto su un campione di trecento persone tatuate.

Spesso le allergie ai tatuaggi sono causate da un’infezione batterica. In altri casi sono dipese dai pigmenti contenuti nei colori. Ad esempio, nel colore rosso è presente il cinabro, minerale composto da zolfo e mercurio, che provoca reazioni cutanee in quelle persone allergiche ad alcuni metalli. L’allergia ai pigmenti possono causare prurito, gonfiore e fuoriuscita di pus dalle microferite causate dalle punture. Nei soggetti ipersensibili si può arrivare anche allo shock anafilattico, situazione di grave reazione allergica a rapida comparsa che può portare alla morte.

Un altro problema che si può presentare è il rigetto dell’inchiostro, che causa un permanente e ampio danneggiamento estetico della zona tatuata. Per ovviare a tutti questi spiacevoli e pericolosi inconvenienti il consiglio è quello di sottoporsi ad appositi test clinici prima di tatuarsi. Sempre secondo recenti studi, oltre ai tattoo permanenti, sono causa di allergie anche quelli non permanenti, meglio conosciuti come henné, impasto composto da foglie e rami essiccati e macinati di Lawsonia inermis che viene poi applicato sulla pelle.

Prima di passare a realizzare il tatuaggio vero e proprio è consigliabile verificare se si è allergici a tale sostanza effettuando una prova allergica di tipo rudimentale. Basta applicare una piccolissima quantità di henné sulla pelle e controllare che l’epidermide non reagisca in modo negativo. I tatuaggi all’henné possono provocare allergie, eczemi, sensibilizzazione al prodotto e, addirittura, danni al fegato. Come già detto in precedenza, prima di effettuare un qualsiasi tipo di tattoo è consigliabile effettuare controlli allergologici accurati.

Tatuaggi, come riconoscere infezioni e allergie