Smetti di chiamarla dieta!

Il primo passo per perdere i chili di troppo è percepire il piano alimentare come un modello di vita. 5 consigli per raggiungere l’obiettivo

Luana Trumino

Luana Trumino Esperta di benessere

Dimagrire, che fatica! Spesso chi non riesce a perdere i chili di troppo si sente affranto, incapace di portare a termine un obiettivo di salute. La situazione si complica quando il sovrappeso è così severo da essere considerato una vera e propria malattia: l’obesità. Una patologia epidemica i cui interventi di prevenzione, fino ad ora, si sono dimostrati inefficaci perché basati essenzialmente sul paradigma della responsabilità personale. “Se non dimagrisci è colpa tua!”. Ritenere questa condizione come un fallimento individuale, come l’incapacità del singolo di gestire la marea di scelte possibili, come una carenza di controllo degli impulsi è errato: la frustrazione aumenta e la persona che si trova a combattere contro i chili di troppo si sente doppiamente delusa. Per prendere nel verso giusto una dieta, gli esperti ADI (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) ci suggeriscono alcuni consigli.

 

Smettere di utilizzare il termine dieta

Tornare al significato originario della parola dieta, dal greco diaita, è il consiglio degli esperti ADI (Associazione dietisti italiani). Dieta, infatti, non vuol dire privazione e/o astensione dal consumare determinati alimenti soprattutto quelli più buoni: una concetto che racchiude una forte negatività per chi deve modificare il proprio stile di vita. Dieta significa regime, stile di vita. Ossia un piano alimentare, basato sulle personali esigenze, che possa funzionare come modello alimentare da adottare per la vita, superando il vecchio concetto di dieta temporanea volta solo alla perdita di peso corporeo.

 

Fare l’amore con il cibo

Mangiare è piacere, è un atto di edonismo. Il piacere legato all’atto alimentare è evento complesso che racchiude elementi qualitativi legati al cibo, sensoriali legati al gusto, identitari legati alla cultura del gruppo di appartenenza e psicologici legati al proprio vissuto soggettivo. Per questo la dieta ideale non dovrebbe mai proporre alimenti monotoni che non arrecano alcun piacere, pena il mettere in atto un intervento destinato sicuramente al fallimento.

 

Non saltare la colazione

Il ruolo del primo pasto del mattino nell’ambito di un’alimentazione sana ed equilibrata è confermato da numerose evidenze scientifiche. Un consumo regolare di una prima colazione è associato, infatti, a una riduzione del rischio di sviluppare obesità, eventi cardiovascolari e diabete. ma cosa portare in tavola? Una intelligente rotazione dei modelli alimentari – suggeriscono gli esperti – facilita l’abitudine ad assumere regolarmente una prima colazione completa. Ok a pane, biscotti, fette biscottate e cereali pronti come fonte principale di carboidrati complessi. A questi alimenti possono essere aggiunti latte e derivati per un corretto apporto di proteine e lipidi.

 

5 pasti al giorno

Mangiare poco e spesso, come fanno i bambini! Assumere 3 pasti principali e 2 spuntini nella giornata alimentare è un’ottima strategia sia per non sentirsi appesantiti che per rimanere in forma e in forze, condizione necessaria per mantenere uno stile di vita attivo.

 

Mantenersi sempre attivi

Una vita attiva ci aiuta a mantenerci in forma senza dover fare troppe rinunce. Per raggiungere, e soprattutto mantenere, il peso giusto bisogna intervenire sia sulle “uscite” energetiche (l’attività fisica) che sulle “entrate” (l’alimentazione). Fare le scale a piedi, camminare, ballare, oltre naturalmente alla pratica delle attività sportive, ci aiuterà a mantenerci in forma e a bruciare calorie.

Luana Trumino

Luana Trumino Esperta di benessere Sono PR, autrice e ideatrice di progetti di comunicazione. Da oltre 10 anni mi occupo di benessere e della divulgazione della cultura della salute. In particolare mi interessa divulgare i princìpi della corretta alimentazione, con l'obiettivo di contrastare sovrappeso e obesità

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