Glicemia, i semi di zucca per tenerla sotto controllo

Questo effetto è dovuto alla presenza di macromolecole come la trigonellina e il D-chiro-inositolo

Il diabete mellito è un problema di salute pubblica molto serio. Si stima che, entro il 2030, riguarderà oltre 300 milioni di persone a livello mondiale.

Per prevenirlo conta molto l’educazione alimentare e la scelta di cibi in grado di tenere sotto controllo la glicemia. In questo elenco è possibile includere i semi di zucca. Nel corso degli anni la scienza ha più volte approfondito le loro proprietà. Tra gli studi più interessanti in merito è possibile ricordarne uno condotto da un’equipe attiva presso l’Università di Nottingham e pubblicato nel 2013 sulle pagine della rivista Food Science and Nutrition.

Gli esperti si sono concentrati in particolare su alcune tipologie di macromolecole contenute nei semi della zucca. Si tratta nello specifico della trigonellina e del D-chiro-inositolo. La prima macromolecola è un ormone vegetale frutto del metabolismo della niacina (o vitamina B3). Possiamo trovarla in molte piante, come per esempio il caffè. La sua azione è importante non solo ai fini di prevenzione del diabete, ma anche per quel che concerne la protezione dalle malattie del sistema nervoso centrale.

Cosa si può dire invece del D-chiro-inositolo? Che fa parte della famiglia di sostanze annoverabili sotto la denominazione inositolo. Diversi studi scientifici hanno portato alla luce il suo ruolo nella riduzione dei marker di diabete gestazionale nelle donne in dolce attesa.

Caratterizzati da un apporto energetico pari a circa 570 calorie ogni 100 grammi di prodotto edibile, i semi di zucca contengono anche grassi buoni (circa 40 grammi per singolo etto). Da non dimenticare è anche la presenza di vitamina B3, fondamentale per l’efficienza del sistema nervoso, ma pure per il metabolismo dei carboidrati, dei lipidi e delle proteine. Molto importante è ricordare infine il loro indice glicemico basso.

A questo punto, viene da chiedersi come consumarli. Le alternative non mancano! Si possono mangiare da soli come snack spezza fame a metà mattina o a metà pomeriggio, ma anche aggiungere a un’insalata mista o a un piatto a base di verdure saltate in padella. Sono buonissimi pure nelle zuppe e nei piatti a base di cereali. Chi vuole sfruttare le loro proprietà ipoglicemizzanti può consumarli assieme al muesli della colazione mattutina. Prima di iniziare ad assumerli è opportuno chiedere il parere del proprio medico curante.

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