Pressione alta, i rischi della carne vegetale

Secondo uno studio australiano, i sostituti della carne molto amati da vegani e vegetariani sono troppo ricchi di sale

Da qualche anno a questa parte, i prodotti commercializzati come carne vegetale stanno vivendo un innegabile successo.

Questi alimenti, considerati da molti un compromesso per fare qualcosa di buono sia l’ambiente sia per la propria salute, hanno invece diversi contro. A inquadrarli ci ha pensato un recente studio portato avanti da un’equipe attiva presso il George Institute for Global Health di Sidney (Australia) e commissionato da Heart Foundation e Dipartimento Sanità.

L’equipe che ha condotto la ricerca ha esaminato un ampio numero di prodotti a base di tofu, soia e cereali. Il verdetto fa riflettere e mette in evidenza la presenza di un’eccessiva quantità di sale – rischioso per chi soffre di pressione alta – ma anche di zuccheri e grassi.

Per fare un esempio specifico consideriamo il caso del bacon vegetale (detto anche fakon). Gli esperti che hanno gestito lo studio hanno scoperto che un singolo etto contiene ben 2 grammi di sale, ossia un terzo della dose giornaliera raccomandata.

La Dottoressa Clare Farrand, nutrizionista e responsabile dello studio, ha commentato i risultati sottolineando che il bacon senza carne ha il più alto contenuto di sale dopo il felafel e le salsicce vegetali. Gli studiosi hanno scoperto inoltre che i prodotti di una nota marca di torte vegane contengono una quantità di sale pari alla metà di quella raccomandata ogni giorno.

Come ben si sa, l’eccesso di sale è un fattore di rischio per l’ipertensione, una condizione pericolosa per la salute cardiaca che, solo in Italia, colpisce più o meno il 31% delle donne e il 33% della popolazione maschile adulta (dati dell’Istituto Superiore di Sanità raccolti nell’ambito del Progetto Cuore).

Purtroppo, la sua presenza in quantità abbondanti viene spesso messa in secondo piano da chi acquista la carne vegetale in quanto questi prodotti vengono visti come sani in virtù di operazioni di marketing molto efficaci.

Parlando della loro oggettiva popolarità tra vegani e vegetariani, la Farrand ha sottolineato che è possibile sostituirli con alternative decisamente più salutari, concentrandosi sull’assunzione di cereali integrali, verdure e frutta secca. Sempre dalla coordinatrice della ricerca è stato precisato il fatto che non tutti i prodotti commercializzati come carne vegetale sono contraddistinti da un contenuto alto di sale. Gli esperti dell’equipe hanno per esempio trovato diverse marche di falafel vegetale che rispettano le dosi di sale consigliate dai nutrizionisti e dai medici.

Lo studio in questione, che non ha confrontato la carne vegetale con la sua controparte per onnivori, è partito con il fine di mostrare che lo stile di vita vegano e vegetariano non è per forza più salutare. Questo vale soprattutto se chi lo segue decide di includere alimenti lavorati nella propria dieta. Se proprio si ha intenzione di consumarli, è cruciale controllare bene le etichette e informarsi sul contenuto di sale, carboidrati e grassi.

Pressione alta, i rischi della carne vegetale