Obesità e sovrappeso

I chili di troppo non rappresentano solo un problema estetico, ma soprattutto di salute.

Ogni etto in eccesso, infatti, non solo va a "pesare" sul cuore, ostacolando il suo lavoro, ma aumenta le probabilità di essere colpiti  da ipertensione, ipercolesteromia e diabete. Ovvero dai principali nemici del motore dell’organismo.

Per capire se e quanto si è sovrappeso, si utilizza uno strumento molto prezioso (e semplice): l’indice di massa corporea (BMI), un parametro che tiene conto del peso e dell’altezza.

L’ indice di massa corporea (BMI) si calcola dividendo il peso (espresso in chilogrammi) per il quadrato dell’altezza (espressa in metri).
Una persona si definisce:

  • sottopeso, se il suo indice di massa corporea è minore di 18,5 Kg/m²;
  • normopeso, se il suo indice di massa corporea è compreso tra 18,5 Kg/m² e 24,9 Kg/m²;
  • sovrappeso, se il suo indice di massa corporea è compreso tra 25 Kg/m² e 29,9 Kg/m²;
  • obesa, se il suo indice di massa corporea è uguale o superiore a 30 Kg/m².

Per alleggerire la bilancia (e il cuore)

Senza un po’ di attività fisica regolare, è facile che qualunque dieta sia destinata – se non a fallire – a portare ben scarsi risultati. Ma il solo moto non basta a liberarsi da un sovrappeso di una certa entità o di un’obesità vera e propria: occorre rivedere le proprie abitudini alimentari.
Ecco qualche suggerimento da portare in tavola, fermo restando che se il proprio BMI è superiore 30, è il caso di affidarsi a un dietologo.

  • evitare di fare il pieno di calorie. Ciò significa che sarebbe meglio alzarsi da tavola ancora con un po’ di appetito, non del tutto sazi.
  • abbondare con gli alimenti a basso contenuto calorico, come la frutta e verdura. Gli ortaggi, infatti, sono cibi "leggeri" e e soprattutto salutari, perché contengono non solo fibre, minerali, vitamine, ma anche grassi di origine vegetale, che esercitano un’azione più favorevole su cuore e arterie, rispetto ai grassi saturi di origine animale (burro, lardo), molto dannosi.
  •  non abolire, ma ridurre il consumo di carne rossa, a vantaggio di carne bianca (pollo, tacchino) e pesce. Quest’ultimo dovrebbe essere portato in tavola almeno un paio di volte alla settimana. Contiene infatti, gli omega 3, acidi grassi che hanno un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare.

    (A cura di: Alma Galeazzi)

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