Pillola contraccettiva: pregiudizi e ignoranza. Le donne non sanno come funziona

Dal lontano 1960, anno in cui la pillola è stata approvata per uso contraccettivo negli Stati Uniti, e dal 1961, anno in cui e’ ufficialmente diventata disponibile in Europa, ne è passata di acqua sotto i ponti fra dilemmi etici e lotte femministe. Eppure ancora oggi,  nonostante mezzo secolo di vita e 100 milioni di utilizzatrici, c’è molta ignoranza in materia. Addirittura, pare che soltanto il 2% delle donne in Europa ne conoscano il "funzionamento".  

Lo rivela una nuova ricerca condotta in Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Romania e pubblicata sulla rivista Contraception secondo cui, a prescindere dal livello culturale, la consapevolezza sulla pillola e’ davvero scarsa e tre intervistate su quattro vorrebbero ricevere maggiori informazioni. "I dati spiegano come mai resistano tuttora tanti pregiudizi e luoghi comuni su questo metodo" afferma il professor Francesco Primiero dell’Universita’ di Roma La Sapienza "Il timore piu’ diffuso e’ che la pillola possa essere dannosa per la salute, mentre numerose evidenze scientifiche indicano l’esatto contrario". Anzi, un importante studio britannico ha dimostrato come, nel lungo termine, le donne che hanno fatto uso di contraccettivi orali vivano piu’ a lungo. E migliora anche la qualita’ di vita.
 

"Le formulazioni piu’ recenti" continua Primiero "Sono state sviluppate per offrire benefici aggiuntivi in termini di benessere risolvendo alcuni disturbi femminili molto diffusi". Tra i piu’ frequenti, le mestruazioni abbondanti (che provocano anemia e, nel 28% dei casi problemi di concentrazione e affaticabilità), la sintomatologia premestruale e l’acne, in particolare nelle adolescenti in cui puo’ causare pesanti ripercussioni psicologiche e sulla capacita’ di relazione. 
 

Dal 1961, anno in cui e’ ufficialmente diventata disponibile in Europa, la pillola ha attirato su di se’ il dibattito etico e scientifico: le sono state attribuite innumerevoli virtu’ e altrettanti potenziali pericoli. Di recente e’ stato paventato un aumentato rischio di tromboembolismo venoso con le formulazioni di ultima generazione. Ma come orientarsi fra i prodotti a disposizione? "L’unica risposta e’ rivolgersi al proprio ginecologo, che conosce la storia della donna, puo’ consigliarla al meglio e ridimensionarne i timori" spiega Primiero. Fra gli aspetti piu’ considerati vi sono quelli di tipo estetico come la paura di aumentare di peso. "E’ necessaria chiarezza, poiche’ i progressi compiuti nei decenni dalla ricerca farmaceutica sono notevolissimi" continua Primiero "soprattutto in termini di riduzione dei dosaggi estrogenici e di introduzione di nuove molecole progestiniche".
 

Secondo i piu’ recenti dati delle Nazioni Unite nel mondo oggi utilizza la pillola in media l’8,8% delle donne, il 21,4% in Europa. Ma quello che più stupisce è che negli Stati Uniti la media e’ del 16,3%: si tratta di uno dei Paesi sviluppati con il piu’ alto numero di gravidanze nelle teenager (400.000 nel 2009). Un recente rapporto del Centers for Disease Control and Prevention ha rilevato che il 50,1% delle ragazze dai 15 ai 19 anni che hanno avuto una gravidanza indesiderata negli Usa non utilizzava contraccettivi.

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