Perfezionismo patologico: cause e come liberarsene per vivere meglio

In cosa consiste il perfezionismo patologico, quali possono essere le cause e come liberarsene per vivere meglio e alleggerirsi

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Elisa Cappelli

Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Cause del perfezionismo patologico

In primo luogo per perfezionismo patologico dobbiamo indicare un tipo di perfezionismo che va a toccare sia l’ambito professionale che quello personale e identifica un modo di porsi che va a toccare sia come ci si relaziona agli altri sia il modo in cui ha preso forma l’individualità. Va detto che coloro che tendono al perfezionismo sono anche più inclini a pensieri depressivi e suicidi. A questo si associano anche insonnia, incubi, ansia generalizzata. I perfezionisti sviluppano molta “preoccupazione emotiva” e rimuginano di continuo, pensano e ripensano sia sulle proprie azioni che su quelle degli altri.

Si interrogano sempre sulle proprie o sulle altrui azioni, cercando sempre di capire cosa dovrebbero o potrebbero o avrebbero potuto migliorare, cambiare. Si diventa perfezionisti se in famiglia siamo stati/e oggetto di eccessive attenzioni e aspettative: se una o entrambe le figure di accudimento hanno fatto su di noi grandi scommesse, proiettando se stessi come spesso accade aumenta il rischio di diventare un adulto con un dialogo interiore severissimo. I perfezionisti patologici si sgridano, si maledicono, mettono in atto comportamenti autosabotanti.

Di fondo, tra le cause del perfezionismo c’è l’essersi sentite/i imperfette/i da piccoli o aver provato la sensazione di non poter fare errori, passi falsi, non poter sbagliare. Un’educazione rigida, la pretesa di portare a casa ottimi voti, il dover dimostrare sono tutti fattori che possono alimentare nell’adulto un senso nocivo di perfezionismo. Dietro a un genitore che pretende abbiamo sempre una minaccia di abbandono; in altri termini “se non fai bene non meriti il mio amore” o anche “se non dai il meglio sempre non meriti il mio amore”. Ovviamente questo tipo di ricatto-contratto non ha una forma aperta, visibile ed esplicita. Molto spesso ha un andamento inconscio e subdolo, raramente riconosciuto anche dal genitore stesso, a meno che non ci sia un lavoro su se stessi di un certo livello.

Riconoscere il perfezionismo patologico

Come riconoscere se si sta andando verso una forma di perfezionismo che sfiora la patologia? Vediamo insieme alcuni segnali chiari:

Ossessione per le liste

Finisci per scrivere qualsiasi cosa in forma di lista, andando anche a perdere di vista l’obiettivo generale che vuoi perseguire.

Fretta

Vuoi perseguire risultati in tempi brevi e pretendi la riuscita a tutti i costi, andando a scavalcare anche momenti intimi con il partner o momenti di divertimento con gli amici.

Dedizione totale al lavoro

Anche se non ne hai bisogno, anche se non devi guadagnare il doppio, finisci per lavorare fino a tardi e non hai tempo per riposare, ricrearti, stare con te stesso/a. Non hai nemmeno il tempo per prenderti cura del tuo spazio e di quello che mangi.

Idee morali fisse

Molto spesso chi accusa del perfezionismo tende a imporre agli altri la propria prospettiva, scatenando a volte momenti di crisi e conflitto se si trova davanti a qualcuno che la pensa diversamente da lui/lei.

Non riesci a delegare

Non sai fidarti, tendi a voler prendere tutti gli incarichi, non sai lavorare in gruppo e temi che gli altri facciano il lavoro molto peggio di te. Porti avanti gli incarichi in modo isolato, caratterizzato da rigidità e testardaggine.

5 strategie per liberarsene

Il perfezionismo patologico va curato con pazienza e attraverso l’aiuto di un professionista, ma ci sono alcune strategie che puoi mettere in atto se ti accorgi di eccedere sul versante del controllo e dell’ansia legate al voler essere sempre perfetti/e:

Abbracciare il bambino interiore

Cerca di connetterti con la parte piccola di te come una fiammella viva, come potessi davvero dialogare con il tuo bambino interiore. Puoi dirgli o dirle che andrà tutto bene, e che va bene così com’è, non deve cambiare. Imparare a coccolarsi significa fare un grande passo verso la pace interiore.

Auto accettazione

Se ti sei sentito/a dire che sei troppo sensibile, che non vai bene come sei, che devi rafforzarti, occorre tu trovi la forza di riconoscere i meccanismi di svalutazione emotiva e iniziare ad amarti e accettarti come sei. Lavorare su se stessi è l’unica preziosa chiave per non auto distruggersi.

Amare l’impotenza

Siamo imperfetti/e e questo significa che siamo perfettibili. Di base, si tratta di una buona notizia. Stare nel sentimento di impotenza di fronte alla nostra imperfezione significa imparare a vivere nella voglia di migliorarsi e volersi del bene in modo autentico. In questa maniera andremo ad attrarre persone che risuonano con le nostre energie.

Individua dove sei perfezionista

Puoi individuare le attività che svolgi in modo compulsivo per poter innescare un cambiamento andando a mettere in atto poi una progressiva diminuzione del tempo dedicato quest’ultime.

Sfida il perfezionismo stesso

Puoi attuare comportamenti contrari a quelli abituali definita “sfida al perfezionismo”. Per esempio, se vuoi sempre avere l’ultima parola in una discussione, esercitati a mantenere il silenzio; se vuoi sempre mantenere tutto in ordine o sotto controllo anche a livello pratico, portati volutamente a commettere errori o mettere in disordine la stanza, per esempio.