Osteoporosi, occhio ai farmaci

I farmaci più comunemente utilizzati per rinforzare le ossa aumenterebbero al contrario il rischio di fratture

L’osteoporosi è una condizione fisiologica determinata dall’età, che riguarda in special modo le donne a partire dalla menopausa, che causa l’indebolimento delle ossa e quindi aumenta i rischi di fratture. Per contrastala si utilizzano i genere i bisfosfonati, medicinali più prescritti per rinforzare le massa ossea. Questi farmaci sono però finiti nel mirino: una ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism rivela che chi assume bisfosfonati può andare incontro alla frattura del femore, anche senza traumi o con trami minimi.

Sembrerebbe un controsenso ma non è così. Questi medicinali rafforzano solo alcune aree (come il collo del femore) mentre altre restano “scoperte” e rischiano delle fratture da stress.

La ricerca ha analizzato un gruppo formato per lo più da donne che presentavano delle fratture atipiche del femore. Analizzando la loro storia clinica è emerso che queste pazienti erano sottoposte a una cura a base di bisfosfonati da almeno 9 anni. Gran pate di esse presentava fratture complete in aree inusuali e il 20% presentava fratture da stress.

Due terzi di queste persone erano sottoposte a trattamento medico nonostante presentassero una osteopenia (riduzione dei valori di densità minerale ossea meno grave), e non un’osteoporosi. Tre su dieci avevano subìto la rottura del metatarsi e il 38% aveva riscontrato un notevole ritardo nella guarigione delle fratture, pur essendo sotto terapia.

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