Ora legale aumenta il rischio ictus e riduce il sonno

A lanciare l'allarme ci ha pensato un editoriale firmato dai ricercatori di due atenei USA

L’ora legale – che abbiamo “salutato” per qualche mese pochi giorni fa – ha effetti negativi sulla salute. Nello specifico, si parla di un maggior rischio di andare incontro a eventi cardiovascolari e ictus. Per questo e per altri motivi che vedremo poi, gli esperti propongono di abolirla.

A inquadrare i pericoli a cui abbiamo appena fatto cenno ci ha pensato un editoriale pubblicato sulle pagine della rivista scientifica Jama Neurology. Alla sua redazione hanno contribuito quattro ricercatori attivi presso due diversi atenei, ossia la Vanderbilt Univeristy e la University of Pennsylvania.

Questi studiosi hanno posto l’accento anche sulla riduzione del sonno, pari a 15/20 minuti nei giorni successivi al cambio di orario. Secondo quanto riportato nel suddetto editoriale, si tratta di un cambiamento da non sottovalutare. Il motivo? A detta degli esperti, esporrebbe a un rischio maggiore di andare incontro a incidenti stradali.

Tornando un attimo agli eventi cardiovascolari, ricordiamo che, secondo gli studiosi che hanno scritto l’editoriale, nella settimana successiva al cambio dell’ora gli infarti aumentano del 5% circa. In questi casi, parte della comunità scientifica punta il dito sulla privazione di sonno e sulle sue ripercussioni sulla frequenza cardiaca e sui valori della pressione arteriosa.

Il lavoro appena descritto è importante in quanto, per la prima volta, ha permesso di dimostrare una relazione tra il passaggio dall’ora solare all’ora legale e l’insorgenza di ictus e attacchi cardiaci. I risultati in questione – ma anche quelli di altre ricerche nei mesi scorsi – sono stati impugnati per proporre l’abolizione dell’ora legale, introdotta nel 1966 per permettere alle popolazioni dei Paesi europei del mondo di guadagnare un’ora di luce durante la giornata (e di abbassare le emissioni di anidride carbonica).

Le conclusioni dell’editoriale sono state commentate dalla Dottoressa Ann Malow, uno degli esperti che l’hanno curato. La studiosa ha invitato le persone a non sottovalutare gli effetti del cambio dell’ora, spiegando che non si tratta di qualcosa che si può superare in un giorno, ma del fatto che l’orologio biologico non risulta più sincronizzato con la luce, vivendo un vero e proprio disallineamento per otto mesi all’anno.

Adesso non resta che attendere le decisioni che prenderanno i Paesi europei nel 2021, anno a partire dal quale, a seguito di una votazione tra i banchi del Parlamento UE, i singoli Stati membri potranno scegliere se utilizzare in maniera permanente l’ora solare o l’ora legale.

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