Non solo dolore. Anche la troppa felicità spezza il cuore

Troppa felicità può causare la cardiomiopatia di Takotsubo o sindrome del cuore infranto

A quanto scoperto da recenti studi, anche la troppa felicità può danneggiare la nostra salute. Fino a qualche tempo fa infatti, si pensava che solamente gli eventi negativi arrecassero danni all’apparato cardio-circolatorio ma secondo quanto scoperto dal Policlinico Universitario di Zurigo, bisogna stare ben attenti anche alle situazioni positive che possono essere particolarmente emotive.

L’esito sconcertante della ricerca è stato pubblicato sull’European Heart Journal e attesta la potenziale dannosità della troppa felicità. Lo studio è stato condotto in nove Paesi tra cui l’Italia, utilizzando un campione di 485 soggetti ai quali era stata precedentemente diagnosticata la cardiomiopatia di Takotsubo, nota anche come sindrome del cuore infranto.

Tentando di risalire alla causa di tale disfunzione del cuore, sono riusciti a determinare che l’80% delle persone appartenenti al campione aveva riscontrato la sindrome in seguito ad un evento triste, come un lutto o un evento improvviso e il 16% invece, ha presentato degli esiti molto variabili, tanto da non poterli ricondurre ad una causa in particolare.

La restante parte pari al 4%, è stata soggetta alla cosiddetta sindrome del cuore felice, ovvero ha riscontrato i sintomi simili all’ infarto successivamente ad un avvenimento positivo, come il matrimonio o la nascita di un nipote.

Questa fetta di campione, inoltre, ha come carattere comune il periodo post-menopausa ma sono ancora poco chiari i legami che può avere con la cardiomiopatia e resta pertanto impossibile determinare un modo per prevenirla.

Si è dimostrato, dunque, come la troppa felicità provochi la sindrome del cuore felice ma quali sono questi sintomi? Questa patologia si manifesta con gli stessi effetti di un normale infarto, ma, al momento della coronarografia risulta impossibile determinare il punto di occlusione che impedisce al sangue di arrivare al cuore.

A differenza dell’infarto, questo blocco del flusso sanguigno non provoca la morte delle cellule ed è reversibile in quanto, una volta terminata la fase acuta, tutti i piccoli vasi coinvolti tornano a funzionare normalmente. Inoltre, i sintomi provocati dalla troppa felicità comportano una riduzione minima dell’apporto di sangue, la quale non lascia danni permanenti.

La frase “mi scoppia il cuore di felicità” ora ha decisamente un senso.

Non solo dolore. Anche la troppa felicità spezza il cuore