Nanoparticelle nei cibi: cosa sono e perché potrebbero farci male

Le nanoparticelle arrivano in tavola: sono sempre più spesso usate nell’industria alimentare, ecco perché e quali sono i rischi per la salute.

Pensavate che le nanoparticelle fossero usate solo in ambito scientifico? Non è così, trovano impiego anche nell’industria alimentare, ma faranno bene?

Le nanoparticelle sono degli aggregati di atomi e molecole di dimensioni microscopiche, tanto piccole da essere invisibili ad occhio nudo. Vengono usate in prodotti di largo consumo, come farmaci, dentifrici e cosmetici, e recentemente hanno avuto l’approvazione dall’Unione Europea per essere utilizzati anche in ambito alimentare, come additivi o ingredienti.

A cosa servono? Sono diverse le applicazioni che se ne possono fare: servono per esempio a rendere le salse più fluide, le creme più bianche, alcuni prodotti più croccanti, le preparazioni in polvere meno grumose, come anche ad allungare la scadenza dei cibi pronti. Vengono anche usati nel packaging degli alimenti.

Secondo la normativa europea, se nell’alimento sono presenti nanoparticelle devono essere dichiarate in etichetta. Inoltre l’utilizzo negli alimenti di nanomateriali deve essere autorizzato a livello europeo e sottoposto a valutazione dell’impatto sulla salute da parte dell’Efsa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Attività non facile dal momento che ad oggi le conoscenze sulle nanoparticelle sono ancora limitate, in particolare sugli effetti che possono avere sull’uomo. Essendo microscopiche c’è il rischio che entrino nel circolo sanguigno e le conseguenze sono ancora poco prevedibili.

Non è meno importante un altro aspetto: nanoparticelle di plastica si formano dalla disgregazione di rifiuti plastici che inquinano mari e oceani, questi composti entrano in contatto con il pesce che viene poi portato a tavola. C’è quindi il rischio che attraverso prodotti ittici si finisca con l’introdurre nell’organismo delle nanoparticelle plastiche, con tutti i rischi del caso. Anche qui però ancora si sa poco su questo fenomeno e sui possibili effetti.

Non resta che aspettare ulteriori verifiche sulla sicurezza dell’uso e del consumo di nanoparticelle.

Nanoparticelle nei cibi: cosa sono e perché potrebbero farci male
Nanoparticelle nei cibi: cosa sono e perché potrebbero farci mal...