Menopausa, ecco perché può arrivare prima dei 45 anni

La dottoressa Graziottin descrive quali sono i segnali di una menopausa precoce e come affrontarla nel migliore dei modi

La vita delle donne è sempre più ricca e lunga, la giovinezza non è solo un mito: molte donne a 40 anni si sentono nel fiore degli anni e la menopausa sembra qualcosa di molto lontano. Eppure non è così: ne abbiamo parlato con Alessandra Graziottin, direttore del centro di Ginecologia dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano, che ha partecipato al convegno internazionale dell’European Menopause and Andropause Society (EMAS) a Londra.

Ci può dare qualche numero?
«L’1% delle donne italiane va in menopausa precoce spontanea prima dei 40 anni, un altro 5,3% prima dei 40 anni per cure mediche con chemioterapia e tumori, radioterapia pelvica, per asportazione bilaterale delle ovaie, endometriosi o citomi. Quindi iniziamo a dire che il 6,3% va in menopausa prima dei 40 anni, un altro 11,3% ci va tra i 40 e i 45 anni. Concludendo, una donna su 5 va in menopausa prima dei 45 anni, ossia quando moltissime donne si sentono ancora delle ragazze. Il concetto importante è che dei cambiamenti di attività ormonale cominciano 5-6 anche 8 anni prima dell’ultima mestruazione: molte di queste donne possono avere tutta una serie di disturbi che normalmente vengono attribuiti a stress. Ormai lo stress è una diagnosi di comodo, il bidone della spazzatura di tutte le diagnosi mancate. È importante riconoscere questi segnali ed evitare di stare male per anni, correggendo la disfunzione ormonale. Rallentare la menopausa non è ancora possibile, ma possiamo arrivarci nella migliore forma fisica e mentale.

Quali sono i segnali?
Il primo elemento è legato alle irregolarità mestruali: quando il ciclo tende ad anticipare a 20-23 giorni invece dei soliti 28; quando comincia ad allungarsi (a 40-50 giorni); quando salta, in mancanza di un dimagrimento importante o altre cause transitorie. Il secondo elemento è la modificazione della quantità: quando la donna comincia ad avere flussi abbondanti (metrorragia) e lunghi (menometrorragia). Il terzo elemento è il peggioramento della sindrome premestruale, con depressione, aggressività, irritabilità, desiderio che scompare, insonnia, tachicardie notturne, aumento di peso (2-3 chili prima della mestruazione), desiderio per cibi dolci o salati, fame nervosa, gonfiore addominale e il cambiamento della forma del corpo, cioè l’aumento del grasso sulla pancia e sul punto vita. Sono segnali importanti di modificazione della distribuzione degli enzimi che elaborano gli androgeni. Accanto a questi possiamo avere un altro segnale che viene di regola sottovalutato: i dolori articolari. Ora che ci facciamo attenzione sappiamo che è il secondo sintomo per frequenza dopo le vampate. Dobbiamo allertarci anche quando la donna comincia anche ad avere le vampate – magari solo durante la mestruazione -, con tachicardie notturne e insonnia: sono segnali che qualcosa è cambiato.

L’arco di tempo da 5 a 8 anni a cui si riferiva prima in cui iniziano ad apparire alcuni disturbi è la premenopausa?
Premenopausa o climaterio, dal greco klimaster (gradino) che indica appunto la graduale modificazione fisica e psichica della donna in vista della menopausa. Va detto che la fertilità è già alterata in questo periodo.

È possibile prevedere quando una donna andrà in menopausa?
In base a una serie di caratteristiche ma è una previsione ancora orientativa. La prima domanda è “a che età sono andate in menopausa la mamma, la nonna o le sorelle maggiori?”. Una familiarità per menopausa precoce o anticipata ci deve allertare sul fatto che ci possa essere una predisposizione genetica a un esaurimento ovarico più precoce. Poi ci sono una serie di malattie che anticipano l’età della menopausa: alcune malattie genetiche, aver fatto trattamento chemioterapici che hanno causato un danno ovarico, aver avuto l’asportazione di un ovaio, per endometriosi o altro. Abbiamo un patrimonio di follicoli e di ovociti definito: in mancanza di un ovaio, una donna ha quindi la metà dei follicoli. Per questo è importante che sia informata: se vuole avere figli non deve aspettare i 38-40 anni, perché a quell’età potrebbe pure andare in menopausa. Chi fuma, poi, ha un anticipo di menopausa di 2 anni. Quindi, elementi della storia familiare e personale, danni all’ovaio (per cause genetiche o iatrogene, ossia cure mediche) o per stili di vita molto dannosi per la funzione dell’ovaio.

Volevo proprio chiederle se lo stile di vita può influenzare la comparsa della menopausa
Infatti, lo stress e l’alimentazione possono contribuire. Le donne anoressiche hanno la tendenza ad andare in menopausa perché la carenza sistematica del nutrimento causa uno stress che porta l’ovaio all’esaurimento anticipato.

Che esami si possono fare?
Intanto si possono valutare le dimensioni dell’ovaio rispetto all’età: normale è 35mm per 14-18 o 20mm. Ci sono studi ecografici che attraverso il volume ovarico valutano, in maniera ripeto grossolana, quanto potrebbe essere il residuo di fertilità. Due esami sono molto importanti: l’inibina B e l’ormone anti mulleriano. Entrambe sono sostanze prodotte dall’ovaio: più sono basse e più ci dicono che la menopausa è vicina. Il terzo esame è il dosaggio dell’FSH: superiore a 30 Ul/L indica che l’ovaio è in difficoltà.

Per distinguere un momento di stress dalla vera e propria premenopausa sono sempre necessari degli esami?
Sicuramente. In condizioni di stress molto marcato e in assenza di mestruazione, il dosaggio di Fhs può essere molto basso (1, anche meno): indica che la situazione di stress è diventata biologicamente rilevante e ha causato una frenata della centralina che governa il ciclo (l’ipotalamo). È come se l’organismo dicesse: questa situazione è incompatibile con la gravidanza. Se invece c’è un residuo di attività ovarica allora l’FSH sale per stimolare il più possibile l’ovaio. Un altro sintomo importante è la caduta del desiderio e la difficoltà ad eccitarsi.

È possibile iniziare a prepararsi fisicamente e psicologicamente?
Anzitutto, io consiglio uno stile di vita sano e allenamento fisico quotidiano: non la palestra tutti i giorni, ma fare le scale, camminare, insomma muoversi. Aiuta a contrastare quel cambiamento della forma del corpo, che io chiamo look menopausa, che dà alla donna un colpo di vecchiaia psichico. Inoltre l’allenamento fisico contrasta la tendenza all’osteoporosi, il dolore articolare e l’ipotono muscolare, quindi mantiene un’Io corporeo più giovane. Come diceva Freud l’Io è prima di tutto un Io corporeo. Fate attenzione agli alcolici: l’alcol peggiora le vampate. Attenzione al fumo: anticipa la menopausa di 2 anni. Mangiate sano, perché l’alimentazione sana mantiene il corpo nella massima efficienza e riduce la vulnerabilità alle conseguenze della menopausa. Dormite: almeno 7 ore per notte, perché la carenza di sonno è uno stress biologico che può esaltare tutti i sintomi, in particolare psichici, della menopausa, tra cui la perdita di memoria. Possibilmente abbiate una vita affettiva serena.

È presto a 30-35 anni o non è mai troppo presto per prepararsi?
Il motto è che non è mai troppo presto per andare in menopausa! Ci sono donne che a 38 anni vanno in menopausa. Anche spontaneamente, quindi bisogna assolutamente pensarci. Se nella fase di premenopausa ci sono disturbi importanti, fisici e psichici, dobbiamo tenere presente che le pillole possono aiutare: con un apporto ormonale equilibrato, sostituiamo a un forte squilibrio endocrino – un vero e proprio – terremoto, un equilibrio che viene dall’esterno ma che ci consente di arrivare alla menopausa in perfetta forma fisica e psichica. Per chi non vuole la pillola ci sono il cerotto o l’anello vaginale, quindi c’è un’ampia scelta. Infine è molto importante essere seguiti da un medico attento agli integratori: ad esempio il magnesio è un ottimo aiuto per ridurre l’irritabilità o ancora gli omega 3 e gli omega 6 aiutano a contenere l’aumento di colesterolo ancora in maniera naturale. Stili di vita appropriati e un buon ginecologo o ginecologa, come amico della transizione, consentono di arrivare alla menopausa in perfetta forma. A quel punto una terapia con ormoni bioidentici – estradiolo, progesterone naturale e testosterone – consente di andare avanti ancora nella vita col sorriso: un abito su misura ben fatto con questi tre ormoni fa sentire la donna in grande forma.

Molte donne ricorrono a trattamenti alternativi come la fitoterapia
La fitoterapia può aiutare. I fitoestrogeni possono aiutare a modulare il terremoto, ma con la menopausa si ha bisogno di ormoni: la potenza del fitoestrogeno rispetto all’estrogeno è di 1 a 10mila. La magnolia aiuta il sonno, si può usare la valeriana… Ma quando manca l’ormone si deve reintegrare dando al corpo quello che ha perduto, soprattutto nella menopausa precoce. Va anche detto, con molta chiarezza, che le tre società mondiali di menopausa, ossia l’European Menopause and Andropause Society (EMAS), la North American Menopause Society (NAMS) e la International MenopauseSociety (IMS) hanno dato indicazioni molto precise sul fatto che le donne con menopausa anticipata o precoce dovrebbero fare terapie ormonali sostitutive fino a 50 anni se non esistono controindicazioni maggiori. Nonostante tutto il terrorismo che è stato fatto, una terapia ormonale ben fatta è alleata della qualità e della vita e della gioia di vivere.

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