Omotossicologia

L’Omotossicologia studia il comportamento e l’eliminazione delle tossine che danneggiano l’organismo umano, le cosiddette "omotossine".

Nasce in Germania ad opera di Hans Heinrich Reckeweg (1905-1985) intorno agli anni ’50 con il chiaro intento di avvicinare l’omeopatia alla medicina accademica.

Reckeweg si rese conto che la malattia altro non è che il nostro sistema immunitario che si mette in moto per combattere ed espellere i veleni che inquinano i nostri tessuti. Nel momento in cui l’organismo si trova con un eccesso di tossine (alimentazione errata, intolleranze, assunzione medicinali, stress, ambiente…) si attiva per la loro espulsione: tramite la pelle (eczema, herpes, eccessiva sudorazione…), tramite il sistema respiratorio (rinite, sinusite…), tramite l’apparato gastro-digerente (febbre, diarrea…), tramite reni/fegato (cistite, calcoli, cirrosi…).

In pratica il corpo si difende dalle omotossine con reazioni antitossiche, che noi comunemente chiamiamo "malattia". I numerosi antibiotici, antipiretici, antidolorifici, usati troppo frequentemente e spesso a sproposito, bloccano l’effetto di eliminazione in atto e fanno trasmigrare le tossine in altri tessuti dove, divenute maggiormente aggressive, fanno danni ancora maggiori, anche a livello cellulare.

I rimedi utilizzati in Omotossicologia non agiscono direttamente sul fattore tossico, ma stimolano le difese immunitarie, così da trasformare l’omotossina responsabile del quadro morboso in un prodotto non tossico, definito omotossone, destinato ad essere espulso dal corpo.

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