Mani sporche e batteri: cosa accade se non si lavano

Dati alla mano, chi ha l'abitudine di non lavarsi le mani rischia di trasferire i batteri su ben 5 superfici diverse

Lavarsi le mani è un’abitudine tanto semplice quanto importante per preservare la salute personale e pubblica. Per rendersi conto di quanto sia cruciale ricordiamo che, quando si hanno le mani sporche, si possono trasferire batteri su diversi superfici – fino a 5 – e contagiare più di 10 persone.

Si tratta di numeri che fanno riflettere esattamente come quelli portati in luce da una recente ricerca commissionata da Initial, società che si occupa di fornitura di servizi per l’igiene. Concentrandosi in particolare sugli ambienti di lavoro, contesti frequentati da un ampio numero di persone e per forza di cose più pericolosi quando si parla di propagazione di germi, ha scoperto che non sono pochi i soggetti che, quando sono di fretta, non lavano le mani dopo aver utilizzato i servizi (circa il 37% del campione intervistato).

Questo scenario è reso ancora più negativo dal fatto che molti degli individui inclusi nel campione hanno ammesso di utilizzare lo smartphone in bagno e, addirittura, di portare ai servizi del cibo. Se poi si pensa che quasi il 50% dei soggetti intervistati ha dichiarato di pranzare alla scrivania, si ha un quadro ancora più completo del rischio di contaminazione batterica che si corre in luoghi affollati come gli uffici.

Ricordiamo inoltre che la raccomandazione di lavarsi le mani dopo aver usufruito dei servizi igienici fa parte delle indicazioni fornite dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi, che consigliano di mettere in atto la suddetta pratica igienica anche prima di mangiare, dopo aver accarezzato un animale, dopo essersi soffiati il naso e dopo aver preso i mezzi pubblici.

Si tratta di una buona abitudine la cui concretizzazione si scontra purtroppo con realtà non sempre favorevoli dal punto di vista pratico. Tornando alla ricerca di Initial, rammentiamo che molti degli intervistati hanno evidenziato la mancanza di salviette, sapone e asciugamani nei bagni del proprio luogo di lavoro. Altri hanno fatto presente di cercare di uscire dai servizi in tempi brevi per via del cattivo odore.

La situazione appena descritta è foriera di un rischio biologico trasversale a tutti i luoghi di lavoro – in media, chi lavora in ufficio entra in contatto con 10 milioni di batteri al giorno – e può rappresentare un utile punto di partenza per riflettere sulla sensibilizzazione verso un gesto semplice da mettere in atto e altrettanto essenziale per la salute pubblica.

Occasione molto utile a tal proposito è il World Toilet Day. La giornata in questione, che cade ogni anno il 19 novembre, è stata istituita nel 2001 dalle Nazioni Unite e ha il fine di sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni in merito al problema delle tante persone che, all’alba del secondo decennio del ventunesimo secolo, vivono con servizi igienici inadeguati.

Per quel che concerne il caso specifico dei Paesi occidentali, dove la maggior parte della popolazione può permettersi i servizi igienici, è necessario lavorare molto sulla consapevolezza del ruolo che rivestono buone pratiche igieniche come il lavaggio delle mani.

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