Lotta alla leucemia: scoperte supercellule contro la malattia

Una ricerca italiana ha identificato supercellule capaci di sconfiggere la malattia, ma anche in grado di fare da scudo per anni contro il ritorno del cancro

Ad un team di ricercatori dell’ospedale San Raffaele di Milano spetta il merito di questa scoperta: la ricerca si è concentrata sulla leucemia, e i risultati sono stati definiti come una “svolta rivoluzionaria” sulla prima pagina del Times. Grazie a questo studio, è stato possibile identificare nel sistema immunitario particolari tipi di linfociti chiamati “memory stem T”, cellule in grado di rimanere a lungo nell’organismo. Questi linfociti sono stati poi modificati geneticamente, in modo da essere programmati ad uccidere selettivamente le cellule tumorali, riconoscendole come un organismo estraneo. Data la loro lunga permanenza nell’organismo, queste cellule potrebbero essere capaci di proteggere il paziente per molto tempo.

Lo studio ha avuto inizio nel 2002, anno in cui il team di ricercatori del San Raffaele di Milano, guidato dall’ematologa Chiara Bonini, ha focalizzato l’attenzione su un gruppo di 10 malati di leucemia, già sottoposti a trapianto di midollo. La ricerca si è basata sul presupposto che se anche nel sistema immunitario dei pazienti siano già presenti linfociti T in grado di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali, questi sono purtroppo presenti in quantità troppo basse per poter sconfiggere in modo completo e definitivo un tumore. Questi pazienti sono stati quindi trattati mediante l’infusione dei linfociti T modificati geneticamente. Lo scopo è stato in pratica quello di provare a potenziare il sistema immunitario dei pazienti con quelli che la Bonini definisce “soldati scelti”, capaci sia di captare le cellule tumorali e distruggerle, sconfiggendo la malattia, sia di fornire una protezione che duri nel tempo e che prevenga il ritorno del cancro, quasi come un vaccino.

I risultati della ricerca si sono avuti a distanza di molti anni e l’esito è stato positivo: in effetti la prima verifica ha riguardato lo studio dei parametri immunologici dei pazienti trattati con la terapia messa a punto dal team di ricercatori: il confronto di questi dati con il profilo immunologico di persone sane e di pari età, ha mostrato la completa guarigione dei pazienti sottoposti all’infusione con i linfociti T. Successivamente l’analisi dei risultati ha mostrato che a distanza di molti anni le cellule del sistema immunitario che avevano resistito più a lungo erano proprio i linfociti T, a dimostrazione del fatto che queste cellule hanno un ruolo primario nei pazienti con leucemia.

Lo studio è stato presentato negli scorsi giorni a Washington, durante l’annuale conferenza dell’American Association for the advancement of science. La notizia ha già fatto il giro del mondo e ci rende orgogliosi di essere italiani. Ora, non resta che attendere i finanziamenti alla ricerca per poter passare dalla terapia sperimentale a quella effettiva.

Immagini: Depositphotos

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