Leucemia, trovata una nuova terapia al San Raffaele

Una ricerca dell'ospedale San Raffaele e dell'università Vita-Salute San Raffaele ha individuato super cellule anti-cancro

Si accende una nuova speranza per chi soffre di leucemia linfatica cronica, il cancro del sangue più diffuso al mondo. Grazie a uno studio tutto italiano, condotto dall’ospedale San Raffaele e dall’università Vita-Salute San Raffaele si è scoperto che le cellule leucemiche sono alimentate dai macrofagi, cellule del sistema immunitario normalmente deputate alla difesa dell’organismo dalle infezioni.

I risultati pubblicati sulla rivista Cell Reports individuano una terapia che ha come scopo colpire l’interazione tra queste cellule. La ricerca è stata possibile grazie al finanziamento di AIRC (Associazione italiana per la ricerca contro il cancro). E come ha spiegato il professor Federico Caligaris-Cappio dell’ospedale San Raffaele:

Bloccare queste interazioni, solo in parte bersagliate dalle terapie convenzionali, rappresenta la chiave di volta per mettere a punto nuove terapie efficaci contro l’evoluzione del tumore.

L’obiettivo degli scienziati italiani era di selezionare “soldati scelti” del sistema immunitario, modificarli geneticamente, in modo da trasformarli in una sorta di esercito in grado di colpire le cellule tumorali. Chiara Bonini, vicedirettore della Divisione di immunologia, trapianti e malattie infettive del San Raffaele, ha affermato:

Ci siamo riusciti e abbiamo individuato quali sono i linfociti con le maggiori probabilità di riuscire in questa impresa. Cellule che sono come una sorta di ‘farmaco vivente’.

Lo studio è unico nel suo genere come spiega Giovanni Galletti, dottorando dell’Università Vita-Salute San Raffaele e primo autore della pubblicazione:

L’unicità dello studio sta nel potenziale traslazionale e terapeutico dei risultati ottenuti, poiché farmaci diretti contro i macrofagi sono attualmente in fase di sperimentazione clinica.

I risultati della ricerca sono positivi e non si sono riscontrati effetti collaterali. Test preliminari sono stati portati avanti presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center in Washington su pazienti che avevano fallito le altre terapie e avevano una speranza di vita di un mese. L’esito è stato sbalorditivo: il 94% dei partecipanti con leucemia linfoblastica trattati con le proprie cellule re-ingegnerizzate ha visto scomparire i sintomi, mente per il tumori del sangue, si è riscontrata una risposta positiva superiore all’80%.

Leucemia, trovata una nuova terapia al San Raffaele