Dieta alcalina anti cancro: virtù e miti da sfatare

Spacciata da tempo come rimedio alimentare contro i tumori, l'Airc risponde frenando qualunque illusione

La dieta alcalina contro i tumori. Mangiare certi tipi di alimenti preserverebbe dal’insorgere del male e frenerebbe il suo decorso. Da tempo i sostenitori di tale regime alimentare proclamano a gran voce il potere antitumorale della dieta che privilegia verdure crude, frutta, legumi e alcuni tipi di pesce e bandisce carne, latticini, frutta secca, farine bianche e zuccheri raffinati.

La convizione alla base è che i cibi consigliati, tutti fortemente basici, cioè alcalini, possano influire sull’acidità e sul ph del nostro organismo e del sangue. E che tale alcalinizzazione, oltre a farci stare meglio, potrebbe prevenire varie malattie gravi.

In pratica, mangiando solo cibi fortemente alcalini si creerebbe nel nostro corpo un ambiente basico nel quale i tumori, che proliferano in ambienti acidi, non potrebbero formarsi o crescere.

In rete si moltiplicano i video di malati che sostengono di essere guariti, attraverso un’alimentazione adeguata e alcalina. Tutto falso, tuonano le associazioni di ricerca sul cancro e la stessa Airc italiana: il cancro non si cura solo con l’alimentazione. E un regime alimentare di quel tipo è potenzialmente pericoloso.

In realtà, sostengono infatti detrattori di tale dieta, il nostro corpo tende a mantenere un pH stabile: ogni alimento introdotto viene immediatamente reso neutro o addirittura acidificato dai succhi gastrici, rendendo quindi impossibile ogni influenza del cibo sui nostri fluidi corporei. Nessuna dieta può incidere sul pH del sangue e dei tessuti se non in maniera minima e transitoria.

Vale a dire: non serve a nulla nutrirsi di cibi basici, perché tanto nel nostro corpo tutto viene riportato al ph neutro (che corrisponde allo 7,4). I cibi troppo acidi vengono resi più basici, quelli basici acidificati. Il nostro organismo è insomma una macchina perfetta che riequilibra tutto.

Non solo: la dieta alcalina, poiché tende a privilegiare taluni alimenti anziché altri, può risultare poco bilanciata e carente di nutrienti come gli acidi grassi essenziali e i composti fitochimici. E il maggiore pericolo deriva dal credere che questo tipo di dieta possa sostituire le tradizionali terapie di cura.

Si legge sul sito dell’Airc, che ribadisce come sia impossibile modificare il ph del sangue e dei tessuti dall’esterno, attraverso la dieta: “Se davvero riuscissimo ad alcalinizzare il nostro pH, andremmo in alcalosi metabolica, situazione che accade in alcune malattie e che richiede un immediato intervento medico, perché può essere mortale”.

E conclude: “Che senso ha una dieta che dice di puntare ad “alcalinizzare l’organismo” dal momento che tutto il nostro metabolismo lavora per evitare che ciò accada? Di fatto è praticamente impossibile modificare in modo sostanziale il pH dell’organismo perché siamo costruiti per impedire che ciò accada. E e se così non fosse correremmo gravi rischi”.

 

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