La danza del ventre passo passo

Quando all’inizio del secolo scorso, complice la dilagante moda dell’orientalismo, Mata Hari o Ruth St. Denis si esibivano sui palchi di mezzo mondo con sinuosi movimenti serpeggianti le donne occidentali, forse con un pizzico di invidia, storcevano il naso scandalizzate.
Mai avrebbero immaginato che qualche decennio dopo le loro nipoti e pronipoti, forti della liberazione dei costumi, sarebbero accorse a frotte su palchi e pedane delle scuole di danza, tutte addobbate di specchietti e campanelli tintinnanti, per imparare il passo del cammello e lo shimmy dei fianchi.
Quel che è certo è che il grande successo odierno della danza del ventre, nota anche come medio orientale, non è solamente una questione di moda. Questo ballo atavico ha origini antichissime, che risalgono -e non a caso- ad rituali di fertilità la cui origine si perde nella notte dei tempi.
Oggi le proprietà benefiche della danza del ventre sul corpo e sullo spirito sono universalmente riconosciute, tanto che ortopedici e psicoterapeuti la prescivono a pazienti con problemi di mal di schiena o timidezza cronica, per non parlare dei benefici sulle donne in dolce attesa.
Contratture muscolari, dolori mestruali, chili di troppo e movimenti goffi, giurano gli esperti, scompariranno come per miracolo, facendo posto a un corpo tonico e consapevole dei propri movimenti e a un animo pieno di  fiducia in se stesso.

I movimenti

  • Uno dei primi concetti che vengono inculcati alle neofite è quello della centratura. Una volta trovato il centro del proprio corpo si è praticamente a metà dell’opera, come a ogni inizio: è da questo punto che scaturiranno tutti i movimenti.
  • Un altro dei cardini della danza medio orientale è l’isolamento, ovvero la capacità di isolare il movimento di una singola parte del corpo mantenendo immobili le altre.
  • Importantissima la coordinazione, cioè la capacità di comporre due movimenti isolati per formare le varie figure, come il passo del cammello, il passo arabo, il passo incrociato, vari tipi di giro, il twist.
  • Braccia e mani: mai lasciarle penzoloni! Servono per formare cerchi, onde, incroci e serpenti.
  • Fianchi: il pezzo forte della danza del ventre. Si spostano lateramente o su e giù, ruotano (twist), compongono cerchi o la forma dell’otto, si alzano e si abbassano (hiplift e hipdrop), cadono verticalmente (kick), si scuotono (shimmy).
  • Il petto: si muove a onda, fa cerchi, si sposta. Le spalle: si usano per movimenti twist e shimmy. La testa: scorre a destra e sinistra e compone dei cerchi.

(per approfondimenti vi rimandiamo a: "Il grande libro della danza del ventre" di Renate Hirschberger, ed. Tea)

La danza del ventre passo passo