Insalate pronte con batteri: come evitare contaminazioni

Secondo uno studio dell'Istituto Tedesco per la Sicurezza Alimentare, molte delle insalate confezionate sono contaminate da batteri, motivo per cui è sempre opportuno lavarle

Indiscusse protagoniste del banco frigo del supermercato, le insalate già pronte e confezionate dovrebbero essere sempre lavate.

A sottolineare questa norma di igiene è il BfR, ossia l’Istituto Tedesco per la Sicurezza Alimentare.

Come ricordato in un paper pubblicato online nel mese di aprile, i processi di confezionamento industriale, seppur molto avanzati, non sono una garanzia dell’assenza totale di batteri, anche di quelli resistenti agli antibiotici.

I consigli dei ricercatori tedeschi non sono dettati dal caso. Gli studiosi del BfR hanno infatti recentemente analizzato più di 20 prodotti tra insalate e altre verdure vendute confezionate sui banchi del supermercato.

Il risultato non è stato certo confortante: il 5% circa dei campioni presi in esame è risultato contaminato da batteri patogeni.

Il principale è risultato essere l’Escherichia Coli, batterio facente parte della flora intestinale umana. I ricercatori hanno isolato i ceppi individuati, sottoponendoli a procedure di test con 14 antibiotici. L’esito ha portato alla luce, in alcuni casi, una totale resistenza.

Questi dati portano in primo piano il fatto che, nonostante la presenza di procedure di refrigerazione industriale eseguite seguendo regole ferree, i batteri spesso rimangono comunque.

Da ricordare è inoltre il fatto che, nei casi in cui sopravvivono, il loro materiale genetico resistente agli antibiotici viene trasmesso ad altre forme batteriche patogene già presenti nell’organismo.

Gli autori del paper hanno sottolineato che, ora come ora, non ci sono condizioni tali da rendere necessaria la modifica dei protocolli di confezionamento. Nonostante questo, lavare le verdure confezionate è fondamentale.

Questa buona norma va seguita con scrupolo soprattutto se il cibo è destinato a donne in gravidanza o a persone con problemi di immunodepressione.

In tali frangenti, per togliersi qualsiasi pensiero è bene cuocere le verdure a 70°C per pochi minuti prima di servirle.

Lo studio appena descritto non è certo il primo ad aver puntato il dito sulla presenza di batteri nelle verdure confezionate.

Secondo una recente ricerca dell’Università di Torino – studio che ha preso in esame oltre 100 insalate in busta – in alcune confezioni sarebbe addirittura presente il Toxoplasma Gondii, batterio responsabile dell’insorgenza della toxoplasmosi, malattia estremamente pericolosa per le donne in gravidanza.

È stato inoltre notato che il solo lavaggio con acqua non è sufficiente ad eliminare i patogeni. Per debellarli, è infatti necessario igienizzare ulteriormente la verdura.

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