Molto sale in zucca, poco in tavola

Ridurre il sale allunga la vita. E’ questo il messaggio che Il ministero della Salute e l’Unione Europea insieme all’OMS (organizzazione Mondiale della Salute) cercano di trasmettere alle popolazioni per convincere tutti a una riduzione del consumo di sale.
Una lotta che ha l’obiettivo di combattere l’ipertensione, prevenire ictus e infarto oltre a combattere l’obesità dilagante.

Se ognuno consumasse tre grammi di sale in meno il numero di decessi – soltanto in America – si ridurrebbe di  quasi centomila persone,  sostiene uno studio di un gruppo di epidemiologi dell’Università di San Francisco, pubblicato recentemente sul "New England Journal of Medicine".
Ma non è finita qui, diminuirebbero anche le malattie cardiovascolari  – 60 a 120 mila in meno –  e ci sarebbero una media di 60/70 mila infarti e da 30 a 65mila ictus di meno all’anno, con un risparmo un risparmio di oltre 20 miliardi di dollari.
 
Un’abitudine, quella di salare poco o niente, meno drammatica di quello che sembra, dopo pochi giorni il palato si abitua e si sente il sapore vero dei cibi. Quelli che contengono meno sale sono la frutta, tutte le verdure e in particolare i cereali.

Ma per quanto ciascuno possa impegnarsi a mettere meno sale nei piatti che cucina, è praticamente impossibile raggiungere dei buoni risultanti senza un’iniziativa che coinvolga chi produce gli alimenti industriali, i maggiori responsabili dell’abuso di sale.

Perché tra cibi conservati, merendine varie e fast food – tutti ricchi di cloruro di sodio – negli USa e anche in buona porte dell’Europa il consumo di sale è di molto superiore al fabbisogno: dieci grammi al giorno contro i quattro/cinque (al massimo) consigliati dall’OMS.

E mentre New York si è prefissa come obiettivo di tagliare il sale nei piatti pronti e in quelli dei ristoranti del 25% nei prossimi cinque anni e in Italia è stato siglato, già nel 2009 –  un accordo con le Associazioni dei Panificatori per diminuire gradualmente il quantitativo di sale all’interno del pane, continuano a fiorire iniziative, come la Giornata dell’Ipertensione il prossimo 17 maggio, per informare i cittadini sui danni dell’abuso di sale.

La Gran Bretagna invece è avanti, perché negli ultimi quattro anni è riuscita a far ridurre del 10% il sale dei cibi industriali. E adesso anche in Francia, dove la principale fonte di sale nella dieta di ogni giorno si trova proprio nel pane, si prospetta l’idea di seguire l’esempio italiano.
Tutti per uno contro il cloruro sodio.

Molto sale in zucca, poco in tavola