Peso ideale: qualche formula per calcolarlo

Fate i vostri calcoli e agite di conseguenza, ma senza stress

Basta con i sensi di colpa per il proprio peso o per la propria linea: ciò che conta prima di tutto è la percezione che si ha del proprio corpo, non la valutazione o il giudizio degli altri.
Se avete 2 o 3 chili di troppo, distribuiti un po’ dappertutto, se riuscite a correre per prendere l’autobus e a salire tre piani di scale senza rischiare un colpo apoplettico, non c’è da preoccuparsi. I 3 chili non sono un handicap per la vostra salute e se quello che vi infastidisce è che non assomigliate a una modella, non è grave; potete vivere benissimo così fino alla fine dei vostri giorni. Ma attenzione, questi chili non devono diventare 4, poi 5, poi… In compenso se il vostro sovrappeso è eccessivo o concentrato in un punto, è ora di riprendere il controllo della situazione e soprattutto di informarvi in proposito, in modo serio ed esaustivo.

Calcolare, misurare, soppesare
Prima di tutto, sappiate che non c’è un peso normale preciso rispetto a una determinata altezza. In effetti una donna sportiva pesa più di una donna sedentaria di uguale altezza e corporatura, dato che il muscolo è più pesante del grasso; non avrà nemmeno lo stesso aspetto fisico: la sportiva in genere è più snella, la sedentaria più grassottella, soprattutto a livello delle anche. Tutte le formule di riferimento che forniscono il peso ideale danno un risultato diverso, possono quindi servire a titolo puramente indicativo. Alcune misure, semplici o molto sofisticate, possono anche aiutarvi a capire in che condizioni siete.

  • La formula di Broca
    La formula di Broca (peso = altezza – 100) è apprezzabile per la sua semplicità ma è imprecisa. Se siete alte 1,68 m potete pesare 68 kg senza problema. Se siete atletiche va bene, ma se non lo siete rischiate di avere 5 o 6 kg di troppo.
  • La formula di Lorentz
    La formula di Lorentz è più precisa ma anch’essa imperfetta.
    Per una donna: altezza in cm – 100 – [(altezza in cm – 150) / 2].
    Se per esempio siete alte 1,60 cm, il vostro peso non deve superare i 55 kg.
  • IMC: l’indice di massa corporea
    Questa celebre formula permette di inquadrare una persona e di determinare se è troppo grassa.
    Dividete il vostro peso (in chili) per la vostra altezza al quadrato (in metri).
    IMC = peso / altezza al quadrato.
    Se il vostro IMC è inferiore a 20 siete troppo magre. Se varia tra 20 e 25 siete nella norma. Se è superiore a 25 siete in sovrappeso.
  • L’impedenzometria
    Consiste nel sistemare un elettrodo, per esempio su un dito del piede, e poi trasmettere una corrente alternata a debole intensità. Si misura così la resistenza alla corrente (impedenza), perché la conduttività elettrica è maggiore quando passa attraverso la massa magra. Dopo aver calcolato il volume d’acqua contenuto nel corpo è possibile fare una stima della massa magra. Al pari delle formule di riferimento, l’impedenzometria non fornisce indicazioni estremamente precise.
  • La plicometria
    Visto che il grasso si trova per lo più sotto pelle, è facile valutarne le proporzioni; le misure, prese al compasso, si ottengono in modo molto preciso sul tricipite, sul bicipite, sotto la scapola e sull’anca. Spesso è il medico che fa questo esame e che, dopo accurati calcoli, vi dà il risultato. Se c’è troppo grasso? Non rientra nei calcoli: è fuori dalla norma e il risultato non rientra nei punteggi.
  • La proporzione altezza/anche
    Misurate il giro-vita, misurate la circonferenza delle anche, dividete l’altezza per la misura delle anche. Per essere nella norma dovete ottenere una cifra compresa tra 0,64 e 0,84.
  • Dall’ecografia alla DEXA
    L’ecografia misura lo spessore del tessuto adiposo. La risonanza magnetica permette di valutare la massa di grasso oltre che la massa intra-addominale. Esistono altri procedimenti, meno noti, che vengono utilizzati in contesti specifici: l’idrodensitometria, che consiste nel farsi pesare dentro all’acqua, la radioattivazione neutronica, effettuata nel campo della ricerca, ha l’inconveniente di trasmettere radiazioni. Vicina alla densimetria ossea (misurazione della densità), la Dual Energy X-ray Absorptiometry (DEXA) si basa sull’utilizzo dei raggi X; oggi è una delle tecniche più sofisticate e più efficaci.

    A cura di Morellini Edizioni

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