Ictus: un sesto dito robotico aiuterà la mano paralizzata

Ictus, una tecnologia di sostegno in arrivo da Siena permetterà ai soggetti colpiti di controllare gli arti affetti da paralisi; è il sesto dito robotico.

Un aiuto concreto per agevolare la graduale ripresa della mobilità degli arti nei pazienti colpiti da ictus; la tecnologia di sostegno sviluppata dai ricercatori dell’Università di Siena, che hanno messo a punto un nuovo, innovativo modello di protesi indossabile, è stata premiata come una delle scoperte più innovative di tutti i tempi all’Ieee Haptics Symposium 2015 di Philadelphia. Un ‘sesto dito’ robotico che consentirà, ai soggetti afflitti da ictus cerebrale, di afferrare e manipolare gli oggetti con maggior semplicità, garantendo loro un maggior livello di autonomia nelle attività quotidiane.

La protesi è strutturata per venire incontro alle difficoltà causate dalla paralisi della mano in seguito a un episodio di apoplessia , ed è stata sviluppata da un pool di ricercatori, scienziati e tecnici del Siena Robotics and System Labs (Sirslab). A spiegarne il funzionamento è il docente di robotica prof. Domenico Prattichizzo; ‘il sesto dito e la mano colpita da paresi lavorano insieme per afferrare un oggetto’, con un movimento a pinza o a tenaglia, consentendo così una presa più salda degli oggetti di uso comune. Un disagio dell’ictus che la tecnologia di sostegno promette di risolvere.

Il congegno è indossabile e unisce, alle specifiche tecniche avanzate che gli consentono di agire in sincrono con l’arto paralizzato, anche una grande comodità di utilizzo; infatti la protesi può essere ruotata e riposta come un braccialetto quando non viene utilizzata. ‘Il sesto dito robotico’, spiega ancora il professor Prattichizzo, ‘ha una struttura flessibile, che garantisce l’adattamento alla forma degli oggetti durante la presa.’ Con l’aggiunta di un’interfaccia tattile denominata hiRing è possibile consentire al paziente un maggior controllo dei propri movimenti.

In Italia l’ictus è considerato come la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari; secondo le stime dell’Istituto Superiore della Sanità sarebbero ogni anno ben duecentomila i casi di soggetti colpiti da ictus che la tecnologia di sostegno assiste nelle attività di tutti i giorni. Ecco perché un dispositivo come l’innovativa protesi messa a punto dai ricercatori del Siena Robotics and System Labs non ha mancato di suscitare grande interesse nel mondo scientifico anche internazionale, e si propone come una delle soluzioni più interessanti per restituire un grado sempre maggiore di autonomia alle persone afflitte da ictus.

Ictus: un sesto dito robotico aiuterà la mano paralizzata