Esperimento choc: guarda cosa accade al tuo viso usando due creme

Non lasciatevi ingannare dal tono scanzonato adottato da Claire Cisotti, giornalista del britannico Daily Mail che si è prestata a questo esperimento. Tirando le somme, le conclusioni a cui potrete pervenire si riveleranno tutt’altro che scontate, stando a quanto riferisce la giornalista nel resoconto che fornisce un primo bilancio sul confronto tra due note creme per il viso. La prima, che ha steso per un mese sul lato sinistro del suo volto, è una assai nota, reperibile facilmente nei supermercati e in profumerie dal prezzo contenutissimo: la Nivea, nei caratteristici cofanetti tondi blu.

Uno di quei prodotti comuni che ha saputo rinnovarsi nel tempo: l’azienda produttrice, ad esempio, ha risposto al moltiplicarsi di studi che hanno messo in correlazione parabeni e tumori al seno con una gamma specifica, priva della sostanza e derivati, per un pubblico sensibile a questi temi.

La seconda è, al contrario, una delle più costose di una marca assai nota e con un target di clientela molto alto, che la giornalista ha spalmato sul lato destro. In questo caso il prodotto in questione, come riferisce nel suo articolo il Daily Mail, è la Creme de la Mer, la cui formula è stata elaborata dal fisico aerospaziale Max Huber. Come si legge sul sito ufficiale del marchio, l’esigenza nacque dalla necessità dello scienziato di appianare i segni e le cicatrici provocate da un incidente in laboratorio. Per arrivare alla formula finale, ci vollero 12 anni di studi.

Ricerca che, tradotta in moneta corrente, porta a un prezzo finale pari a circa un centinaio di euro. Senza confronto, rispetto alla Nivea e ai prezzi contenuti per prodotto.

Ma l’obiettivo dell’esperimento a cui si è prestata l’editor è nel definire quale di queste due creme abbiano sortito gli effetti migliori. E il risultato, in termini di salute della pelle, è sconvolgente. Claire è stata infatti monitorata, come riporta in questo suo diario dell’esperienza, da Nicolas Miedzianowski-Sinclair, del The Cosmetic Imaging Studio, che fornisce immagini in 3D attraverso l’avanzatissima macchina Visia (usata anche dalla Nasa) per la scansione del viso. Per quattro settimane, sono stati analizzati i progressi di questa prova con il supporto medico e strumentale più avanzato possibile stabilendo che, nel caso di Claire, a fare meglio il suo ‘lavoro’ è stata la crema inventata in Germania nel 1911.

Altro che botox

 

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