Valeriana

E’ una pianta erbacea perenne con rizoma sotterraneo e fiori che si riuniscono ad ombrello. Cresce in luoghi umidi e ombrosi, nei prati e nei boschi dal mare alla montagna di tutt’Italia. Si raccoglie estirpando il rizoma vecchio di due o tre anni in autunno e primavera.

L’uso della Valeriana come pianta medicinale è antichissimo, il termine deriva dal latino e significa "star bene". E’ una tra le piante più note della medicina popolare e ufficiale. Recenti ricerche scientifiche hanno riconosciuto nella radice le sue proprietà medicinali. Trova largo impiego come sedativo del sistema nervoso centrale, isterismo, insonnia nevrosi, crampi addominali, ipereccitabilità e come antispasmodico generale. I preparati possono essere a base di succo o polvere, ma quello più valido resta la tintura, reperibile in erboristeria o farmacia.

La Valeriana non deve essere assunta per più di 10 gg. consecutivi, se necessario può essere ripresa dopo un paio di settimane, è utile consultare medico o farmacista per una corretta utilizzazione. Esternamente è usata per alleviare gli effetti di distorsioni e contusioni, dolori muscolari e nevralgie di varia origine.

 

Altri nomi:   Erba gatta
Parti usate:   rizoma con radici
Principi attivi:   olio essenziale (acido valerianico), tannini, resine, alcaloidi
Proprietà:   sedativo, ipnotico, antispasmodico, antinevralgico

  • uso interno

Rizoma
Per conciliare il sonno
Succo (del rizoma fresco): 2-5 g al giorno.
Polvere: da 1 a 4 g al giorno in un’ostia

  • uso esterno

Fiori
Per contusioni, dolori muscolari e nevralgie varie.
Decotto: 10 g in 100 ml d’acqua. Applicare compresse imbevute di decotto sulle parti interessate mantenedole il più a lungo possibile.

Valeriana