Dieta vegana, gli effetti benefici sul microbiota intestinale

A notarli ci ha pensato un recente studio statunitense presentato ieri durante il congresso annuale dell'EASD

Quattro mesi di dieta vegana possono migliorare notevolmente il microbiota intestinale, a sua volta essenziale per la regolazione del peso e per la prevenzione delle patologie metaboliche.

Questa è la conclusione di uno studio scientifico presentato ieri nel corso dei lavori del congresso annuale dell’European Association for the Study of Diabetes. La ricerca in questione è stata condotta da un team attivo presso il Physicians Commitee for Responsible Medicine. L’equipe di studiosi ha preso in esame la situazione di 147 pazienti di ambo i sessi (età compresa tra i 45 e i 65 anni), tutti in sovrappeso ma senza diagnosi di diabete.

Il campione in questione è stato diviso in due gruppi. Il primo è stato invitato a seguire una dieta vegana a basso contenuto lipidico. Nel caso del secondo gruppo è stata invece mantenuta inalterata la dieta abituale. A un follow up di 16 settimane, sono stati controllati i dati relativi al peso corporeo, ma anche lo stato del microbiota intestinale, la composizione della massa corporea e la sensibilità insulinica.

Confrontando questi risultati con quelli ricavati prima dell’inizio del periodo di osservazione, è stato possibile notare un’interessante diminuzione del peso corporeo (parliamo di una media di 6 kg in meno). Questo effetto secondo gli studiosi è da ricondurre a una forte riduzione del grasso viscerale.

Gli esperti che hanno condotto la ricerca hanno notato inoltre una maggior sensibilità all’insulina, ma anche una variazione della flora batterica intestinale. Nello specifico, è stato portato alla luce un incremento della presenza di Faecalibacterium prausnitzii, batterio che ricopre un ruolo decisivo quando si parla di salute dell’intestino. Degno di nota è anche l’aumento della presenza di Bacteroides fragilis, ceppo batterico intestinale importantissimo per il mantenimento del peso forma e per la prevenzione della condizione di obesità.

Si tratta di risultati oggettivamente molto positivi. Nonostante questo, i ricercatori tengono i piedi per terra. Bisogna infatti ancora comprendere in quale misura abbia inciso l’eliminazione della carne e che peso abbia invece avuto la riduzione dell’apporto calorico tipica delle diete vegane. Per chiarire meglio la situazione, gli studiosi del Physicians Commitee for Responsible Medicine hanno programmato per l’anno prossimo una ricerca che coinvolgerà pazienti con diabete di tipo II. Nel frattempo sottolineano l’importanza di una dieta ricca di fibre per la salute del microbiota dell’intestino.

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