Dieta povera di fibre per l’intestino irritabile

Da seguire per un lasso di tempo contenuto, questo approccio all'alimentazione può rivelarsi un toccasana per la salute gastrointestinale

La sindrome dell’intestino irritabile è una condizione che riguarda il 10% circa della popolazione mondiale e che richiede un’attenzione specifica all’alimentazione. Agire a tal proposito significa tenere sotto controllo l’apporto di fibre.

Ridurre, ovviamente in maniera mirata, il loro contenuto nella dieta permette di apprezzare diversi vantaggi. Tra questi è possibile citare la diminuzione della quantità di cibo non digerito che si muove attraverso l’intestino. Inoltre, grazie a una dieta povera di fibre in caso di intestino irritabile è possibile alleviare sintomi fastidiosi come il dolore addominale.

Detto questo, vediamo nel dettaglio come si struttura questo regime alimentare. La prima cosa da ricordare al proposito riguarda le quantità di fibre che, se possibile, dovrebbe essere assunte tenendo conto di una dose massima pari a 10 grammi al giorno (sia per le donne, sia per gli uomini).

Da seguire per un lasso di tempo breve e sotto la guida di uno specialista, la dieta a basso contenuto di fibre può comprendere alimenti come il pane bianco e la pasta non integrale. Per quel che concerne le verdure, è opportuno portarle in tavola ben cotte. Proseguendo con l’elenco degli alimenti da includere in questo regime, ricordiamo anche le patate (sbucciate) e le uova.

Via libera anche ai prodotti lattiero-caseari (ovviamente nel caso in cui il corpo è in grado di digerirli in maniera corretta). La dieta a basso contenuto di fibre può comprendere anche la frutta? Assolutamente sì! Tra le alternative più adatte è possibile citare il melone e l’anguria, due protagonisti speciali della tavola dell’estate, così come le pesche, la papaia e le prugne.

L’efficacia di questa tipologia di dieta nei casi in cui si soffre di disturbi gastrointestinali è da anni al centro dell’attenzione scientifica. Tra i lavori di ricerca che sono stati effettuati in merito è il caso di ricordare una revisione, pubblicata nel 2015, che ha visto impegnata un’equipe della University College Leuven-Limburg di Lovanio (Belgio).

Gli esperti in questione, esaminando diverse evidenze della letteratura medica degli ultimi anni, hanno concluso che una dieta a basso contenuto di fibre – ossia con una quota massima di questi nutrienti pari a 10 grammi al giorno per soggetti di ambo i sessi – può rivelarsi efficace come terapia specifica per condizioni avverse a livello gastrointestinale.

A questo punto, è naturale farsi domande in merito al menu tipo. A colazione, si possono portare in tavola delle uova strapazzate, del pane tostato bianco imburrato e un bicchiere di succo di verdure. A pranzo, invece, ci si può orientare verso un‘insalata di tonno accompagnata con del melone. Per quanto riguarda invece la cena, tra le alternative più interessanti è possibile citare il salmone alla griglia accompagnato con del purè di patate.

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