Dieta mediterranea, perdi peso anche coi carboidrati

Patrimonio UNESCO da anni e considerata il regime alimentare più salutare al mondo, la dieta mediterranea dà ampio spazio ai carboidrati

La dieta mediterranea, regime alimentare Patrimonio UNESCO, ha l’indiscusso pregio di permettere di perdere peso senza rinunciare ai carboidrati. Lo schema tradizionale risulta infatti caratterizzato dal consumo di ortaggi, frutta, noci, legumi e cereali non trasformati.

Come è chiaro, si parla anche di alimenti contraddistinti dalla presenza di carboidrati. La cosa non deve sorprendere dato che, quando si nominano questi nutrienti, si inquadrano le principali fonti di energia per il nostro organismo (assieme ai lipidi).

Quando si discute dei carboidrati nella dieta mediterranea è importante porre l’accento non solo sulla loro presenza, ma anche e soprattutto sulla qualità. Come evidenziato dal Dottore Miguel de Lorgeril, cardiologo spagnolo attivo presso l’Università di Grenoble (Francia), i medici e i nutrizionisti che consigliano la dieta mediterranea ai propri pazienti raccomandano in particolare il consumo di carboidrati complessi e di cereali integrali.

Prima di concretizzare questi suggerimenti è ovviamente opportuno effettuare gli appositi test per la celiachia e, in caso di positività, valutare il piano alimentare consultando il proprio medico curante.

Il motivo per cui è bene concentrarsi sui carboidrati complessi a lento assorbimento e contenenti amido riguarda il fatto che, dando eccessivo spazio ai carboidrati semplici, si rischia di limitare fortemente i livelli di colesterolo buono HDL e di aumentare il carico glicemico in maniera eccessiva.

Detto questo, parliamo un attimo pure di quantità. Come sottolineato dagli esperti della Fondazione Veronesi, la dieta mediterranea tradizionale dovrebbe essere caratterizzata dal 45/60% dell’apporto calorico quotidiano proveniente da carboidrati (possibilmente complessi ribadiamo).

Questo approccio, unito a un basso consumo di grassi saturi, determina un tasso di patologie cardiovascolari notevolmente inferiore tra le popolazioni che seguono la dieta mediterranea. Importante è rammentare che questo regime può essere sovrapposto ad altri schemi alimentari sani e che, in ogni caso, ha peculiarità che variano a seconda del contesto geografico.

Come evidenziato dalla Dottoressa Antonia Trichopoulou, accademica presso l’Università di Atene, se si confrontano Grecia e Italia la percentuale di grassi buoni nella dieta è inferiore di dieci punti percentuali a favore del primo Paese.

Concludiamo ricordando che, se si ha intenzione di apprezzare a pieno i benefici della dieta mediterranea, non basta scegliere con attenzione i carboidrati e dare spazio a cereali come orzo, segale e riso integrale (giusto per citarne alcuni). Come specificato dagli esperti della Harvard Medical School, conta tantissimo anche l’attività fisica costante.

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