Dieta FODMAP, pancia piatta in 4 settimane

Elaborata dagli esperti della Monash University in Australia, permette di alleviare il gonfiore addominale tipico della sindrome dell'intestino irritabile

La dieta FODMAP è un protocollo alimentare sviluppato con lo scopo di alleviare la sintomatologia della sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

Tra i sintomi di questa patologia, che riguarda circa il 15% della popolazione mondiale, sono presenti il gonfiore addominale persistente e la tensione nella suddetta zona del corpo.

La dieta in questione rappresenta quindi una soluzione percorribile da chi vuole sfoggiare una pancia piatta e ottenere risultati in poco tempo (4 settimane circa).

Ideata dagli esperti della Monash University (Australia), la dieta FODMAP ha un nome che è un acronimo.

La lettera F sta per “fermentabile”. Il fenomeno della fermentazione, accentuato da alcune tipologie di zuccheri, è alla base dell’acuirsi della sintomatologia della sindrome dell’intestino irritabile.

La seconda lettera, ossia la O, sta per “oligosaccaridi”. Questa classe di composti organici si può dividere a sua volta in fruttani e galattoligosaccaridi.

Quando si parla dei primi, si inquadrano le catene di fruttosio presenti nella frutta e difficili da digerire per l’organismo umano. Anche in questo caso abbiamo a che fare con il fenomeno della fermentazione, oggettivamente fastidioso per chi soffre di IBS.

Per quanto riguarda invece i galattoligosaccaridi, si parla di sostanze come il raffinosio, pure esso difficoltoso da digerire.

Proseguendo con lo scioglimento dell’acronimo incontriamo la D di disaccaridi (il principale è il lattosio). In caso di sindrome dell’intestino irritabile è molto importante limitare notevolmente i latticini. Chi soffre di tale condizione ha infatti spesso a che fare anche con una carenza di enzima lattasi, la cui presenza è indispensabile per digerire il lattosio e per scinderlo in glucosio e galattosio.

La M di FODMAP sta invece per “monosaccaridi”. In questo frangente è fondamentale nominare il fruttosio e il fatto che molte persone incontrano difficoltà nell’assorbirlo, avvertendo una fastidiosa sensazione di gonfiore addominale poco dopo aver mangiato della frutta fresca.

L’ultima lettera è infine la P di “polioli” (p.e. sorbitolo e mannitolo), zuccheri addizionati chimicamente di un gruppo idrossile. Questo passaggio ha fatto sì che, nella maggior parte dei casi, i polioli siano impossibili da digerire da parte degli enzimi umani.

La dieta FODMAP si basa sulla progressiva eliminazione degli alimenti caratterizzati dalla presenza delle sostanze appena ricordate. In concreto, questo vuol dire limitare il consumo di latticini e, per esempio, concentrarsi sulle alternativa prive di lattosio o sul latte vegetale.

Da evitare o moderare fortemente è anche il consumo di legumi, ricchi di oligosaccaridi. Fanno eccezione a questa regola le lenticchie rosse decorticate.

Bisogna fare molta attenzione pure all’apporto di frutta fresca e di verdure come l’aglio, la cipolla, i carciofi, gli asparagi e i porri. Fondamentale è inoltre evitare il consumo di dolcificanti come il fruttosio e lo sciroppo di glucosio.

Un esempio di menu può prevedere una colazione a base di e fette biscottate senza glutine. A pranzo, si possono invece portare in tavola 80 grammi di pasta o riso senza glutine, 150 grammi di carne o pesce, 30 di pane senza glutine e una banana.

Per quanto riguarda la cena, può andare bene un pasto con riso in brodo, uova, zucchine e un kiwi per concludere.

La dieta in questione va iniziata solo dopo aver consultato il proprio medico curante.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Dieta FODMAP, pancia piatta in 4 settimane