Dieta della longevità per proteggersi dal diabete

Ridurre i grassi trans e gli zuccheri, mangiare di più e meglio: il vademecum per prevenire e rallentare il diabete

La dieta della longevità ha la maggior probabilità di ridurre l’insorgenza del diabete e di rallentarne il decorso.

Racchiude infatti comprovate e autorevoli risultanze scientifiche frutto di decenni di studi internazionali, nonché le abitudini alimentari dei centenari di diverse popolazioni nel mondo, al centro delle ricerche del Professor Valter Longo, Biogerontologo di fama internazionale e del suo Team, basate sull’analisi del loro stile di vita e abitudini alimentari utili a comprendere quali siano i comportamenti che danno benefici in termini di longevità sana.

In occasione della Giornata Mondiale del Diabete (14 novembre 2020), ecco il vademecum di consigli sul quale la Fondazione Valter Longo Onlus basa i suoi percorsi di Assistenza Nutrizionale ai pazienti diabetici (leggi la nostra intervista alla dottoressa Romina Inès Cervigni, Responsabile Scientifico della Fondazione):

  • Menu 100% vegetale (o quasi): adottare un’alimentazione vegana-pescetariana, che si avvicini il più possibile ad un menù al 100% a base vegetale (legumi, ortaggi, frutta) e di pesce (2 o 3 volte a settimana), evitando quello ad alta percentuale di mercurio. E per gli Over 65 una raccomandazione in più, per salvaguardare la massa muscolare: il graduale reinserimento di altre proteine di origine animale – uova, formaggio, carne, yogurt di capra. Semaforo verde, infine, per l’Olio extravergine d’Oliva, da consumare in quantità relativamente alte, dai 50 ai 100 ml al giorno.
  • Mangiare di più, non di meno, ma meglio: assumere ricche porzioni di carboidrati complessi (pomodori, broccoli, carote, legumi, ecc.) e inserire fagioli, ceci, piselli, come principale fonte di proteine.
  • Ridurre al minimo i grassi idrogenati e trans e gli zuccheri: privilegiare alimenti ricchi di grassi insaturi, come quelli di salmone, noci, mandorle, nocciole, e poveri di grassi idrogenati e trans, come quelli dei prodotti industriali e confezionati.
  • Mangiare due pasti e uno snack: per mantenere o ridurre il peso è consigliabile uno schema alimentare 2 + 1: colazione, pranzo e spuntino alla sera oppure colazione, snack a pranzo e pasto principale alla sera.
  • Mangiare nell’arco di dodici ore: fare colazione dopo le 8 e cenare prima delle 20, oppure consumare il primo pasto della giornata alle 9 e la cena prima delle 21.
  • Gli alimenti Jolly salva-glicemia: verdure di stagione, meglio se biologiche, frutta a guscio (mandorle, noci, nocciole), frutti rossi (lamponi, more, fragole, mirtilli, ribes).

Dai risultati di recenti studi condotti dal Professor Valter Longo (Science Transnational Medicine, febbraio 2017) emerge che periodi di digiuno programmato possono aiutare le cellule dei pazienti pre-diabetici a rigenerarsi, superando l’insulino-resistenza e riducendo i livelli di glucosio nel sangue.

In base ai dati dell’Associazione Nazionale di Diabetologia (2019) in Italia ogni due minuti viene fatta una diagnosi di diabete, per un totale complessivo di oltre 3 milioni di persone affette dalla malattia (Fonte: Istat), fra le quali 1 su 6 è over 65, su un totale di 422 milioni di casi nel mondo e 4 milioni di morti l’anno. Ma non solo: i soggetti diabetici sono fra i più esposti all’attuale rischio di pandemia. I recettori del coronavirus, infatti sono gli stessi associati a malattie quali il diabete e le patologie cardiovascolari (Fonte: Global report on diabetes, OMS 2016, Iss, Idi-Irccs di Roma, Isa-Cnr di Avellino, 2020).

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